| rozka8. 06. 2022 22:40:17 |
Anche il cielo venerdì piangeva lacrime di felicità , quando dopo un teeeeempo lunghissimo sono ricaduta tra le braccia del, certo secondo più dolce , colle transfrontaliero che mi mancava tanto. La sensazione familiare anche dopo tutto questo tempo non è svanita, anzi al contrario… mi è mancata davvero la selvaggia Carnia Ci portiamo a Roveredo, ci carichiamo zaini belli pesanti e già in una mattina molto calda camminiamo sul sentiero 424. Il sentierino è meraviglioso, ben tracciato, altrimenti più di traverso, un po' su e un po' giù, quindi non guadagnamo quota velocemente. Acqua in abbondanza, così puoi bere direttamente e risparmiare peso sulle spalle , poiché l'ultima acqua "self service" è a ca. 900 m, poco prima del bivio dei sentieri 424 e 425. All'incrocio dove si unisce il 425, abbiamo circa un'ora alla ex caserma, dove "raccogliamo" più dislivello in quell'ora che prima in tre . Alle rovine della caserma pausa breve, e sguardo al proseguimento. Nessun problema a trovare il grosso masso, qui si va dritti a destra sotto le pareti e già siamo nella grapa centrale. Beh, inizio, ghiaia su ghiaia, in mezzo roccia buona che tiene, poi di nuovo in cava friabile, quindi poco prima della fine della grapa giriamo a destra e più su ci accorgiamo che sarebbe meglio continuare fino alla fine. Arriviamo alle pendici erbose, nessun materiale per mazzolini, ma terra umida e unghie curate andate in fumo , hahaa. Qui lascio le redini alla corda fedele e al mio co-salitore che veglia su di me . Mi arrampico su fondo molle senza presa, tutto resta nelle mani e presto sono oltre, per me la parte più fastidiosa, dove striscio sul crinale e si apre la vista su… tutto… qui traversiamo sul lato nord sotto il crinale, poi di nuovo al sole e ultimo risalto sull'erba e, yessss, Cozzarel quel giorno era solo nostro… gioia immensa, panorami grandiosi su tutto ciò che abbiamo fatto e che ci aspetta. In vetta ci tratteniamo un bel po', perché sguardi con Čuk non bastano mai. Sotto di noi "fratellino" Montusel, dietro Dunja coi selvaggi Joveti, Plananica ricoperta, dietro incantevoli Muzci, poi Počimunih col Crostis e altro ancora…….dopo picnic meritato iniziamo discesa cauta. Nella grapa solo scivoloni e schivate di sassi che si muovono e presto fuori dalla grapa, ma la nostra avventura è appena iniziata, poiché… beh ci piacciono giri ad anello, anche se più lunghi, ma stavolta ce la siamo guastata per bene . Al bivio scegliamo 425, che per la prima ora sale di più nonostante discesa, nel mezzo pulizia in ogni grapa senza erba, figuriamoci le zecche contate a centinaia, che ha un po' rovinato la gioia e l'atmosfera. Per l'ultimo fiore abbiamo pure ignorato la diramazione , e scesi troppo lontano per valere la pena tornare, così ognuno nel proprio elaborare fatica e caldo e zecche e tutti ragni che ci avvolgevano sui corpi sudati, finalmente su pista ciclabile nel paesino Villanova, hahahaha… seguita azione di pulizia, non so più quale, poi ritorno al punto di partenza per strada lontanissima… Abbiamo fatto un record personale di tempo , poiché il giro è già looongo senza i nostri indugi. Tutti i sentieri bellissimi, tracciati originariamente, ambiente pura wilderness, solitudine, al nostro gusto. Al momento acqua in abbondanza, ma zecche sono un grande meno, ce ne sono davvero un sacco.
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