| IgorZlodej22. 01. 2012 17:03:25 |
Bella, che bella, giornata soleggiata meravigliosa quando arriviamo a Sella di Razzo a 1760 m. Neve qui non è troppa, ma conoscendo la zona ero sicuro di trovare una buona variante. Quando ci equipaggiamo andiamo un paio di centinaia di metri all'inizio del sentiero segnato 208. Il percorso touring va a est di Col Marende, ma lì sembrava spazzato dal vento. Troviamo subito una vecchia traccia e impronte da sci ventate. Neve secca lì intorno 70 cm, ma senza fondo. Il più possibile usiamo la vecchia traccia, molto andiamo per i fatti nostri, per lo più entro il sentiero segnato, un po' anche intorno per evitare la parte ripida. Più in alto dirigiamo verso la forcella Rossa. Neve secca soffiata, crosta morbida e dura. L'ultima parte proviamo a piedi pensando sia più facile, ma non lo è e tocca tornare agli sci e zigzagare il canale. La valle sotto Tiarfin era bella spazzata, come mi aspettavo, visto che al nostro arrivo spirava bene da ovest. In qualche modo ci apriamo tra neve dura fino alla sella da dove bella vista giù alle Peči Alte (Forni di Sopra). Al sole e al riparo ammiriamo la vasta gamma delle montagne Carniche che qui almeno nei nomi si intrecciano con le Dolomiti. In realtà il panorama era splendido, com'è qui, visto che si vede fino alle Alpi Giulie e ai giganti delle Dolomiti. Dopo un po' di martinčkanje si va sul colle vicino, ci prepariamo per lo sci e scendiamo. Circa 40 minuti all'auto, nel mezzo ogni tipo di neve, tanta secca pure, e qualche "mina" nel neve, ma fa parte dello scialpinismo. Al rif. Tenente del Fabro con una birra concludiamo che in queste condizioni la gita non era affatto male, l'ambiente è affascinante comunque.
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