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Hohes Rad

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rasto_r13. 08. 2012 15:44:08
Non so in quale gruppo classificare professionalmente questa montagna, più vicino secondo i dati su www.austrianmap.at/amap/ mi sembra il gruppo Silvretta. Qui a sud, al confine con la Svizzera, regna Piz Buin (3312m), forse più noto ai cacciatori di "abbronzatura marrone" che agli escursionisti, Hohes Rad è invece una cima simpatica, non troppo faticosa al confine tra Tirolo e Vorarlberg.
Punto di partenza è al passo Bielerhöhe (2037m), raggiungibile con strada a pedaggio dalla valle Montafon e dal lato tirolese.
Ho fatto un giro circolare, prima lungo la sponda occidentale del lago Silvretta, fino al rifugio Wiesbadener Hütte (2443m), attraverso il passo Radsattel (2652m) alla cima. Ritorno prima alla selletta sotto la cima e poi sotto le pareti orientali indietro al lago Silvretta.
L'accesso occidentale al rifugio è quasi un'autostrada - sentiero largo, quasi adatto ai sandali. Ci vanno in massa anche escursionisti non avvezzi alla montagna per ammirare soprattutto i ghiacciai sotto Piz Buin e la sorgente e il bel corso iniziale del fiume Ill, che prima scorre al lago di sbarramento Silvretta, poi passa Bludenz e Feldkirch nel Reno, poco prima del suo sbocco nel Lago di Costanza. Mancanza d'acqua qui davvero no - ma forse proprio per questo presto ci sarà "mancanza" di ghiacciai!
I "turisti" si diradano un po' sul percorso verso Radsattel, poiché la salita è più concreta, natura e sentiero più primordiali. Ancora più alpinistico l'ambiente da qui in poi. Il sentiero prima attraversa quasi orizzontalmente qualche nevai e sale alla selletta (ca. 2700m). Da lì alla cima altri tre quarti d'ora di salita ripida, in parte facile arrampicata. Panorama dalla cima, segnata da croce con grande genziana al centro, naturalmente magnifico come previsto. Per vedere la parte del lago dov'è la partenza, devi fare ancora qualche metro a nord, altrimenti a sud regna Piz Buin circondato da ghiacciai, tutt'intorno bellissimi sguardi su cime, valli, acque selvagge. Sebbene abituato alle altezze delle colline slovene mi sembrasse di essere alto sopra l'intorno, molte cime le ho viste comunque un po' più su.
Il sentiero di discesa alla selletta è meno problematico di quanto sembrasse in salita. Qui ho proseguito dritto a nord, dove il sentiero era più difficile da seguire e impegnativo. Nevaio, frane, rossastra ricca di ferro frantumata rocce di ghiaia (oltre a un'intera "confusione" di altre rocce - granito, marmo ecc.) e il rombo dell'acqua sotto le rocce pompano almeno un po' di adrenalina nelle vene - e tutti gli escursionisti spariti... sì, qui serve più prudenza. Altrimenti sembra che la maggior parte nonostante la deviazione torni al Radsattel e scenda in valle per una vallata più idilliaca passando il laghetto Radsee.
Anche se il dislivello non è grandissimo, il percorso gira un po' intorno, quindi per la salita alla cima via rifugio calcola circa cinque ore di camminata a ritmo rilassato. Discesa per il percorso descritto dura circa due ore e mezza.
Senza dubbio un'escursione estremamente bella, che raccomando a chiunque si trovi da quelle parti.
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