| lijaneja29. 09. 2016 09:01:27 |
Negli ultimi anni ho capito che nelle sfide montane la conquista della vetta non è più l'unica categoria, se ne è unita una nuova: trovarla, localizzarla e arrivare alla base con il più facile accesso possibile. Proprio per questi ignoti, ho rimandato così a lungo la conquista di questa montagna. Ieri mi faccio coraggio, parcheggio lungo la strada sotto la base di Črelovca e mi avventuro nell'incertezza. Da tutte le descrizioni sul web non ho appreso assolutamente nulla. Da qualche parte sopra i 1500m dovevo deviare dal sentiero, ma non avevo idea di dove, ho prestato molta attenzione a eventuali segnalazioni, così sono salito troppo in alto. In quel momento decido di continuare fino a Kukova špica, che poi mi si è vendicata duramente e presto sono sulla sua cima. Faccio qualche foto, mi disseto e capisco che varrebbe la pena provare a scendere da qui verso la cima obiettivo di oggi. Poiché due verticali un po' troppo ripide spuntavano nel crinale, sono sceso a destra di esso e la discesa è stata un vero piacere. Alla base del VNM lascio lo zaino e con la macchinetta in tasca mi dirigo sulle placche strapiombanti ripide che richiedevano massima concentrazione e dopo una buona sessantina di metri raggiungo la cima. La discesa è stata ancora peggiore, ma tutto sommato una sciocchezza rispetto al proseguio. Prima godo della discesa su un ghiaione piuttosto lungo, poi inizia il dramma. Invece di svoltare a destra alla fine del ghiaione sotto le rocce più meridionali del lungo crinale di Kukova špica, dove al fondo inferiore di Gulc raggiungi un sentierino, ho proseguito la discesa su detriti ripidi. Quando per la prima volta scivolo oltre un salto, per la seconda volta in vita penso a un bivacco forzato in montagna. Con le ultime forze mi trascino per i detriti qualche metro più su e provo fortuna un po' a sinistra. Dopo due ore di lotta con i detriti, dove quasi non ho toccato terra, avvedo il sentierino e i pensieri neri sul bivacco forzato in natura svaniscono in un attimo. Mi scuoto gli aghi e mi libero degli stracci fradici, mi separa dall'auto solo una buona ora su sentiero morbido.
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