Condizioni di neve in montagna 23.1.2012
23.01.2012
Dal venerdì non si sono verificate precipitazioni significative. La temperatura ha oscillato notevolmente, la quota del limite delle nevi si è alzata fino a circa 1700 m s.l.m. entro oggi, ma alla fine della settimana era intorno ai 1100 m s.l.m. Il manto nevoso continua a trasformarsi, sui pendii esposti al sole in quote inferiori si è bagnato durante il giorno e ghiacciato di notte.
Il manto nevoso è per lo più ricoperto da una crosta, formatasi in parte per fusione diurna, in parte per vento. La crosta regge il peso umano in alcuni punti. Solo in alcune posizioni riparate nelle conche la neve è ancora morbida. Vi sono molte lastroni da vento e placche, contemporaneamente la neve sui siti esposti al vento è fortemente diradata, lì il fondo è duro e in parte ghiacciato. Di neve in montagna ce n'è poca. Il manto nevoso inizia a circa 1300 m s.l.m., nelle conche a circa 1000 m. Nelle Alpi Giulie a 2500 m s.l.m. fino a circa 100 cm di neve, a 1500 m fino a circa 50 cm. Altrove nelle nostre montagne a 1500 m fino a circa 30 cm. Il pericolo di valanghe è per lo più di 1° grado. Più pericolosi sono solo i punti con neve accumulata dal vento e i pendii ripidi. Là si può innescare una valanga solo con un maggior carico sul manto nevoso. Sui siti diradati pericolo di scivolamenti.
Il disgelo è solo temporaneo, poiché già domani si raffredderà, il limite delle nevi scenderà a un'altitudine sul livello del mare di circa 900 m, nella notte su mercoledì fino a circa 600 m. Pertanto nei prossimi giorni la neve rimarrà secca e ghiacciata, per lo più anche sui pendii esposti al sole.
Le condizioni valanghive così non cambieranno fino a metà settimana. Un nuovo bollettino sarà emesso mercoledì 25.1.2012.
Il pericolo valanghe generale è basso, cioè 1° grado sulla scala europea a cinque livelli.
Fonte: ARSO