20.07.2011
Unione Alpina Slovena SI OPPONE AL NUOVO TENTATIVO DI DEGRADARE IL FIUME SOČA
Il Ministero dell'Economia della RS ha preparato la proposta di Legge sull'energia (EZ-1) e l'ha inviata alla consultazione pubblica alla fine di giugno. La proposta di legge porta una soluzione che svaluterebbe il fiume Soča e i suoi affluenti (nel peggiore scenario in una serie di barriere di cemento), pertanto l'Unione Alpina Slovena si oppone fermamente all'articolo 565 della suddetta proposta di legge.
Una delle questioni centrali aperte dalla Proposta EZ-1 è il ruolo dell'acqua nella produzione di energia elettrica. In generale, l'acqua è una fonte di energia rinnovabile che non produce emissioni nocive, dall'altro lato, l'uso dell'acqua per la produzione di energia elettrica ha conseguenze negative per il paesaggio e l'equilibrio naturale dei corsi d'acqua. La Proposta EZ-1 riapre vecchi tentativi, respinti con ampio consenso sociale nel 1971 (HE Trnovo) e 1979 (HE Kobarid), di costruire impianti o dispositivi energetici nel tratto dal sorgente della Soča fino alla confluenza dell'Idrijca presso Most na Soči. Ancora di più: la Proposta EZ-1 contiene disposizioni che abolirebbero i valori naturali di importanza nazionale nell'area protetta per il fiume Soča con affluenti.
L'interesse nazionale riguardo alla Soča è la sua unicità e irripetibilità naturale europea. Oltre al valore idrico e biologico, il paesaggio che porta il nome della Soča ha un valore esperienziale e alpinistico eccezionale. Anche grazie alla Soča è nato il Parco Nazionale del Triglav, pertanto la Soča non è argento nazionale adatto a una svalutazione a buon mercato, ma oro nazionale e gioiello inestimabile che non può essere posseduto solo da interessi energetici avidi di profitti. In contesto di cambiamenti climatici e processi naturali più intensi, qualsiasi intervento nelle componenti paesaggistiche di un paesaggio montano estremamente sensibile è soggetto anche a maggiori rischi e minacce per la popolazione dovute a disastri naturali e altri. Garantire un uso parsimonioso e oculato richiede uno sviluppo qualitativo, coordinato e integrale dell'intero spazio.
Borut Peršolja, vicepresidente dell'Unione Alpina Slovena, sottolinea che «la Slovenia è firmataria della Convenzione Alpina, e nel Protocollo Energia è disposto, tra l'altro, che le parti contraenti si impegnino, nell'ambito delle loro possibilità finanziarie, a promuovere e utilizzare preferibilmente fonti di energia rinnovabile in condizioni accettabili per l'ambiente e il paesaggio (paragrafo 1 dell'articolo 6 del Protocollo Energia). Pertanto ci sorprende ancora di più che la Proposta EZ-1 non sia coordinata a livello ministeriale (vi si oppongono ad esempio il Ministero per l'Ambiente e lo Spazio e l'Istituto della RS per la Conservazione della Natura), inoltre secondo i nostri dati noti la proposta non contiene uno studio di pericolosità, conseguenze e impatti sull'ambiente. Un tale approccio estremamente irresponsabile al posizionamento di impianti energetici in spazi sensibili getta una cattiva luce sull'intera legge.»
Nell'Unione Alpina Slovena, che fa parte della società civile in Slovenia, siamo abituati a osservare gli eventi dalle cime, con una chiara prospettiva del passato, presente e futuro. Pertanto l'Unione Alpina Slovena invita il Ministero dell'Economia a ritirare completamente l'articolo 565 dalla proposta di Legge sull'energia.