| smatjaz26. 09. 2022 19:39:36 |
10.09.2022 senza sentiero a Javoršček Questa volta per il penultimo giorno di vacanza nella zona di Bovec ci siamo scelti una cima un po' speciale chiamata Javoršček, che non supera i 1.557 m di altezza e in realtà non sembra nulla di speciale all'ombra del suo famoso fratello, il Matterhorn bovese - Svinjak o correttamente l'antico sloveno Svitnjak. Non descriverò il percorso fino all'area di Javoršček, poiché si trova nel bacino di Bovec sul lato sinistro del fiume Soča all'altitudine del villaggio Kal - Koritnica, sopra la confluenza di Soča e Koritnica, più precisamente sopra i villaggi Jablenca e Čezsoča. Poiché lungo il letto del torrente Golobarski corre un sentiero escursionistico segnato su mulattiera, che passa sotto l'ex tracciato della funivia Golobarska, la cui stazione inferiore è visibile sulla strada principale da Trenta alla curva destra proprio prima di Kal - Koritnica. In breve, lo spirito esplorativo non ci dà pace e armati di qualche "informazione locale", mappa cartacea e navigazione, partiamo da Počivalnik a un terzo dell'altezza di meno di 600 m, dove arriviamo in auto al punto panoramico Javoršček presso il grande franamento roccioso usato dagli alpinisti per le loro attività. Da qui proseguiamo su strada oltre il franamento e alla curva destra dove la strada finisce (un tempo saliva molto più in alto, prima del franamento), entriamo nel bosco. Il sentiero inizia a salire ripidamente ed è interamente non segnato e difficile da seguire, quindi bisogna fare attenzione e tenere gli occhi aperti, poiché attraversa pareti rocciose solo in un'unica sezione e presto si può finire in terreno impraticabile dove il proseguimento è impossibile. Con difficoltà seguiamo il sentiero di caccia poco frequentato fino al passaggio sulle pareti, dove ci attende un percorso "fragile" assicurato su pareti strapiombanti con filo che usano di solito gli elettricisti, ma meglio di niente. In ogni caso sconsiglio vivamente questo sentiero con tempo umido e scivoloso, sono noti incidenti su questo sentiero, anche i peggiori. Così lentamente come su "uova" raggiungiamo l'ultimo tratto strapiombante, dove sono installate scale metalliche di fama piuttosto traballante, ma se non hai di meglio usa ciò che c'è e siamo passati. Il proseguimento è un po', per dirla mildly, più piacevole lungo il filo già menzionato finché non saliamo sulla parte sommitale della cresta, dove non c'è più pericolo di scivolata e caduta. Se prima ho detto che il sentiero è difficile da seguire, qui è una vera arte trovarlo, nonostante ogni tanto una pietra piazzata dove non dovrebbe essere, che indica che è un "sentiero". Così lentamente un po' sotto la baita forestale abbandonata ci immettiamo sul sentiero escursionistico segnato, che seguiamo senza particolarità oltre la Golobarska planina fino alla sella Utre, dove il sentiero svolta a destra sulla cresta e lungo di essa fino alla cima di Javoršček. Una curiosità su Javoršček è che è perforato in lunghezza e larghezza, come molte cime nella zona di Soča dove si svolsero offensive. Proprio attraverso di esso passava il confine tra Austria-Ungheria e Italia durante la 12ª offensiva, quindi era la prima linea del fronte qui. Poiché le nuvole cominciavano ad addensarsi, lo facciamo in fretta verso la valle (anche se poi non ne è uscito nulla e si sono dissipate). A Utre, armati delle informazioni dei locali e della mappa, giriamo a destra oltre il cartello che il sentiero è chiuso per franamento e presto ci troviamo alla capanna di caccia, da dove proseguiamo fino al torrente Slatenik sul pendio di Slatnik. Alla biforcazione ci dirigiamo verso Planina Slatenik, dove incontriamo il primo franamento, che si può attraversare in sicurezza sopra di esso. Proseguiamo sul sentiero escursionistico un tempo segnato ma ora non mantenuto oltre Slatnik lungo i pendii della valle del torrente Slatenik fino alle Laške peči, dove incontriamo un enorme franamento roccioso che non si può attraversare in sicurezza, anzi impossibile del tutto. Poiché lungo il percorso fin qui nel bosco abbiamo visto un enorme numero di strutture in legno, alcune un po' meglio conservate e altre già in rovina, e sulla mappa visto che passa un po' più in basso un sentiero di caccia che (secondo i locali) permette di attraversare il franamento, siamo scesi due volte verso il torrente ma non l'abbiamo trovato. A casa al computer ho visto solo allora quanto eravamo vicini prima di tornare indietro. In breve, torniamo al bivio e giriamo a sinistra verso la cresta del Polovnik sotto Vršice e Lipnik, che è anche segnato con segnale rosso-nero e indica che siamo sul Sentiero della Pace che porta a Planina Predolina. Anche questo sentiero è stretto, scivoloso e fortemente danneggiato da franamenti in alcuni punti, ma ancora sicuro e visibilmente rinnovato. Arrivati a Planina Predolina sotto Polovnik, ci dirigiamo a destra sulla pista forestale che scende verso la valle e (per mappa) attraversa anche il sentiero escursionistico. La discesa su questo sentiero è stata piuttosto lunga finché semplicemente questo sentiero finisce. Proseguiamo su terreno senza sentiero non troppo ripido dove incontriamo enormi resti di battaglie e fronte (elmetti, resti di armi, resti di strutture, trincee da fucile, filo spinato....). Il senza sentiero inizia a scendere sempre più ripido fino alle pareti strapiombanti di un grande canalone impraticabile, il sentiero segnato sulla mappa da nessuna parte e non l'abbiamo trovato nemmeno noi. Quindi ci dirigiamo lontano dal canalone nella ripidezza di Mrzli dol e la scendiamo lentamente. Durante ciò ci coglie il buio e chiediamo aiuto alle nostre lampade frontali, che hanno svolto fantastically il loro compito. A causa della ripidezza e del terreno scivoloso impieghiamo parecchio tempo per scendere al torrente Slatenik, che attraversiamo e presto troviamo anche il sentiero di caccia cercato e la mulattiera. Presto arriviamo sotto il grande franamento già menzionato, che qui si può attraversare "abbastanza sicuramente" con l'aiuto del nostro già amato filo elettricista. Dopo l'attraversamento del franamento il sentiero si trasforma in mulattiera (dopo la discesa attraverso Mrzli dol era un'autostrada per noi) e ci porta oltre Škratova dolina, Zahonca e Osojnica fino alla fine della valle del torrente Slatenik e alla principale connessione stradale tra Čezsoča e Jablenca. Poiché avevamo Pločevinkota molto più in alto, non mi è rimasto altro che dopo 14 ore di girovagare senza sentiero andare anche lì, che si è rivelato una "passeggiata". Così siamo presto arrivati nel nostro alloggio in valle, dove soddisfatti e con nuove esperienze siamo andati a riposare. Come AVVERTENZA menziono che il sentiero segnato oltre Slatnik è chiuso a causa di un grande franamento, sotto di esso corre un sentiero di caccia non segnato, piuttosto pericoloso a causa del franamento, che sebbene sulla mappa è estremamente difficile da seguire e se lo manchi finisci in zona impraticabile. Purtroppo non ho trovato il sentiero anche segnato sulla mappa da Debeljak a Polovnik né da Planina Predolina, perché molto probabilmente a causa della scarsa frequentazione è ricresciuto e non tracciabile. Forse con la luce del giorno ci riuscirei, .........forse un'altra volta. In breve NON ESISTONO sentieri segnati per Planina Predolina e Polovnik, né per Javoršček via valle del torrente Slatenik. Esistono sentieri di caccia e non segnati scarsamente visibili, che non consiglio a tutti quelli senza senso dell'orientamento e del seguirli. foto: Matjaž e Romana (fino al buio ossia Planina Predolina e Mrzli dol) https://photos.google.com/u/1/share/AF1QipMJ-7qBiVivWW08CE5OJsRdNso5cE3NQxyWUJJk9Xm1Eb5pbWguZbbcBnUWS-7sWQ/photo/AF1QipNiuWBm7A217Nkh0UeiCKflr1MkezAu1FEusBcp?key=S3cwQURjV0NwRkJCM21ZeFJXRk1LUVQ3UV9QRk1B
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