Passo Tre Croci - Cima di Mezzo (Via ferrata Marino Bianchi)
Punto di partenza: Passo Tre Croci (1805 m)
| Latitudine/Longitudine: | 46,55680°N 12,20200°E |
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Nome percorso: Via ferrata Marino Bianchi
Tempo di cammino: 4 h 15 min
Difficoltà: sentiero estremamente impegnativo segnato
Ferrata: C/D
Dislivello: 1349 m
Dislivello lungo il percorso: 1400 m
Carta: Tabacco 03 1:25.000
Attrezzatura consigliata (estate): Casco, set da ferrata
Attrezzatura consigliata (inverno): Casco, set da ferrata, piccozza, Ramponi
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Accesso al punto di partenza:
Attraverso il valico di Rateče o Predel fino a Tarvisio e poi in autostrada in direzione di Udine fino all'uscita Tolmezzo. Da Tolmezzo si segue la strada in direzione del paese Ampezzo e del passo della Mauria. La strada scende poi e ci porta a un incrocio, dove si prosegue a destra verso Auronzo. Quindi si seguono le indicazioni per il passo Tre Croci.
Descrizione del percorso:
Dal passo Tre Croci si va a destra su una strada stretta inizialmente asfaltata (sentiero n. 203). All'inizio della strada ci sono anche le indicazioni che ci indirizzano sulla suddetta strada. L'asfalto finisce presto e si prosegue oltre la sbarra salendo su strada sterrata chiusa al traffico. La strada che serpeggia nel bosco ci porta presto a un incrocio dove a destra si dirama il sentiero verso la Forcella del Cristallo, noi continuiamo sulla strada boschiva. Usciti dal bosco da sinistra si unisce il sentiero dal parcheggio presso l'impianto di risalita Monte Cristallo. Si prosegue ancora per un tratto su strada, quindi le indicazioni deviano a destra su sentiero.
Il sentiero inizia a salire più ripido e si aprono panorami sempre più belli sulle cime circostanti. Il sentiero continua a traversare i pendii verso nord-ovest passando per lo più vicino a radi mugheti. Più in alto raggiunge la sella Sonforcia dove si ricongiunge alla strada sterrata.
Sulla sella si prosegue a destra lungo la strada fino al rifugio Son Forca.
Dal rifugio si va verso la cabinovia. Le indicazioni alla stazione a valle della cabinovia deviano sulla pista sotto la cabinovia. Il sentiero prosegue sempre sulla pista sotto la cabinovia salendo piuttosto ripidamente. Nell'ultimo tratto sale su ripido ghiaione fino alla stazione a monte. Da qui basta procedere fino al rifugio.
Dal rifugio si continua sulla via ferrata Marino Bianchi. Il percorso segue la cresta verso sud-est. Nella prima parte si sale dolcemente lungo la cresta, poi breve discesa alla forcella. Quindi il percorso sale più ripido assicurato con funi. Segue salita su scala poi presto si arriva a un bivio.
Si prosegue a sinistra sul ramo più difficile lungo la cresta, quello di destra più facile servirà per la discesa. Dal bivio prima scala verticale, poi sulla cresta vari tratti molto ripidi assicurati. Infine il percorso si attenua e porta in cresta panoramica alla cima.
Discesa per il sentiero sul lato sud del crinale.

Lungo il percorso: Passo Sonforcia (2110m), Rifugio Son Forca (2215m), Rifugio Guido Lorenzi (3000m)
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Discussione sull'escursione Passo Tre Croci - Cima di Mezzo (Via ferrata Marino Bianchi)
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| namor22. 05. 2012 |
Quanto dista dalla stazione superiore della funivia alla cima. Grazie. Saluti 
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| jedriličar2. 05. 2012 |
Ho fatto questa ferrata 2 anni fa. Il modo più semplice è salire al rif. Lorenzi con 2 funivie (seggiovia e una vecchia gondola, biglietto circa 15 EUR) e poi dal rif. Lorenzi alla ferrata che dura circa 1-1,5 ore fino alla cima: La ferrata non è particolarmente impegnativa, eccellentemente assicurata, l'unico problema è che bisogna tornare per lo stesso cammino. Quel giorno abbiamo fatto anche la ferrata Ivano Dibona (dal rifugio Lorenzi dall'altra parte), che sono ulteriori circa 6-8 ore di cammino. Altrimenti, la ferrata Marino Bianchi è bella e non eccessivamente impegnativa, anche per escursionisti meno esperti e non molto ben preparati. La consiglio e raccomando vivamente.
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| namor23. 05. 2012 |
Grazie per la risposta express. Mi interessa anche dove porta la ferrata Ivano Dibona. Saluti 
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| jedriličar3. 05. 2012 |
Fer. Dibona ha più varianti, noi abbiamo fatto una variante per tornare al punto di partenza (Rio Gere) e ci è costato circa 8 ore di cammino. Altrimenti la variante originale finisce al rif. Ospitale (è sulla strada Cortina - Dobiacco, circa 10 km da Cortina, quindi serve un mezzo per tornare indietro). Ce n'è un'altra breve variante: dopo il ponte e le scale subito dopo la stazione superiore della funivia, e dopo aver attraversato la cresta sommitale, scendere per una forcella (gola) quasi parallela alla gola sotto la funivia. Devi fare attenzione, c'è un cartello ma il sentiero è non segnato, ma lì si risparmia di più, perché la fer. Dibona stessa è piuttosto poco interessante, in fondo una normale camminata. Meglio procurarsi da qualche parte la carta Tabacco n. 03, e la vista sulla carta basterà. In ogni caso, non fare la combinazione come noi, stesso giorno fer. Marino Bianchi e Ivano Dibona, perché sono circa 12 ore di cammino, e noi siamo saliti anche con la prima funivia.
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| namor23. 05. 2012 |
Grazie per la risposta. Mi procurerò una mappa e raccoglierò qualche altra informazione perché non vada storto nulla. Saluti
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| Slakuter17. 08. 2016 |
La funivia fino alla sella Staunies non funziona più, quindi l'accesso facile alla ferrata non è più possibile. Bisogna camminare sul ghiaione (2h su, 30min giù).
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| mirank17. 08. 2016 |
Ah, quando gli italiani avranno un museo come il nostro, questa funivia ci starebbe sicuramente lì. E la seggiovia a quattro posti Rio Gere-Som Forca, quella funziona ancora? Altrimenti, probabilmente conviene andare a piedi dalla sella.
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| felix7. 07. 2019 |
L'informazione sopra che la funivia fino a Staunies saddle non funziona è vera, o era temporaneamente ferma?
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| mirank7. 07. 2019 |
Da quanto ho appreso la baita Lorenzi al passo Staunies è chiusa per la chiusura di quella funivia preistorica a forma di uovo. Funziona però la seggiovia fino alla baita Som Forca e nient'altro; da lì al passo è ancora un bel pezzo di sentiero. In tale situazione, considerando che accediamo al punto di partenza tramite il passo Tre Croci, è meglio a piedi direttamente da lì.
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| felix7. 07. 2019 |
Grazie per le risposte e ciao!
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| felix16. 11. 2020 |
La gestrice del rifugio Son Forca l'anno scorso ha detto che intendono rinnovare la funivia fino alla sella. Qualcuno sa se è stato fatto qualcosa in merito? LP
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| mirank16. 11. 2020 |
Ho notato che a marzo c'è stata la presentazione di un progetto preliminare del valore di circa 9 milioni di euro. È prevista una sola cabina con capacità di 80 persone. Non si dice se sia successo qualcosa in realtà, ma presumo che questi tempi non abbiano certo aiutato per una realizzazione più rapida
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| Trobec21. 07. 2021 07:36:29 |
Se qualcuno intende andare presto - il sentiero di discesa è ancora parzialmente sotto neve. In totale una decina di metri, ma pendenza 45+, con precipizio sotto. Quindi senza attrezzatura invernale (e anche allora con molta prudenza per la neve meridionale scivolosa) discesa per il sentiero di salita.
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| pohodnik33314. 09. 2023 22:22:18 |
A differenza di alcune ferrate nelle Dolomiti questa è più moderata, non è una maratona per lunghezza. Non è nemmeno del tutto corta. Una sezione più impegnativa proprio prima della cima si può aggirare lungo la parete (è calpestata, parzialmente esposta, non segnata).
Nel 2023 il rifugio è sempre chiuso e in rovina, peccato. Il panorama è meraviglioso.
Lp,
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