Rifugio Dibona - Tofana di Rozes (Via Ferrata Lipella)
Punto di partenza: Rifugio Dibona (2083 m)
| Latitudine/Longitudine: | 46,53260°N 12,07030°E |
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Nome percorso: Via Ferrata Lipella
Tempo di cammino: 5 h
Difficoltà: sentiero estremamente impegnativo segnato
Ferrata: C/D
Dislivello: 1142 m
Dislivello lungo il percorso: 1250 m
Carta: Tabacco 03 1:25.000
Attrezzatura consigliata (estate): Casco, set da ferrata, torcia
Attrezzatura consigliata (inverno): Casco, set da ferrata, piccozza, Ramponi, torcia
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Accesso al punto di partenza:
Accesso dalla Gorenjska: Attraverso il valico di Rateče o Predel fino a Trbiž / Tarvisio e poi in autostrada in direzione Vidma / Udine fino all'uscita Tolmezzo. Da Tolmezzo seguiamo la strada in direzione del paese Ampezzo e del passo Passo della Mauria. La strada poi scende e ci porta a un incrocio, dove proseguiamo a sinistra (possibile anche a destra) in direzione Cortina d'Ampezzo. In tutti i successivi incroci seguiamo le indicazioni per Cortina d'Ampezzo.
A Cortina d'Ampezzo seguiamo poi le indicazioni per il passo alpino Passo di Falzarego. A questa strada in salita seguiamo fino al punto dove a destra si dirama la strada verso il rifugio Dibona (bivio a circa 1700 m). La strada inizialmente asfaltata ci porta più in alto a un incrocio, dove proseguiamo sulla strada sinistra inferiore (a destra rifugio Duca d'Aosta) e la seguiamo fino al parcheggio per il rifugio Dibona.
Dal lato Primorska: Procediamo in autostrada verso Venezia. Vicino a Portogruaro lasciamo l'autostrada verso Venezia e proseguiamo a destra in autostrada verso Pordenone. Al successivo incrocio autostradale vicino a Conegliano proseguiamo a destra verso Belluno. Vicino a Belluno l'autostrada termina, e ai successivi incroci proseguiamo in direzione Cortina d'Ampezzo. Quindi seguiamo la descrizione sopra.
Descrizione del percorso:
Dal parcheggio proseguiamo su strada sterrata oltre la sbarra. Seguiamo questa strada fino a un incrocio con cartelli, dove prendiamo a sinistra sul sentiero segnato »Via Ferrata Lipella«, a destra va il sentiero 403 verso il Rifugio Giussani. Già dopo pochi metri siamo di nuovo a un bivio. Questa volta prendiamo a destra sempre seguendo le indicazioni »Via Ferrata Lipella«. Il sentiero poi in salita traversa i pendii sotto la maestosa parete sud della Tofana verso ovest. Inizialmente saliamo tra il mugho, presto sostituito dal ghiaione. Quando ci avviciniamo completamente alla parete siamo di nuovo a un bivio. Prendiamo a sinistra e continuiamo a traversare il ghiaione verso ovest. A destra va il sentiero verso il Rifugio Giussani, dritto la via ferrata »Grotta della Tofana«.
Dopo la traversata del ghiaione saremo di nuovo a un bivio, dove prendiamo a destra seguendo le indicazioni »Via Ferrata Lipella«. Qui il sentiero gira un po' verso nord e presto entriamo nella parte alpinistica. Con l'aiuto di staffe e scala saliamo quasi verticalmente. Segue un altro tratto su scala che ci porta nella galleria militare (Galleria del Castelletto). Il sentiero ci conduce per un bel po' attraverso gallerie militari nelle quali saliamo più volte abbastanza ripidamente. La galleria è lunga circa 500 metri e sale di 120 metri. Dal tunnel con funi scendiamo su pendio meno ripido sotto la cima Il Castelletto. Segue traversata su ripide cengie verso nord, poi il sentiero diventa molto impegnativo. Diverse volte saliamo quasi verticalmente aiutati solo dalla fune. Più avanti su breve strapiombo ci aiuta anche una staffa. Il sentiero continua a traversare la parete ovest verso nord. Camminiamo per lo più su cengie strette, occasionalmente saliamo ripidamente. Sul sentiero a volte scendiamo leggermente. Tale percorso continua fino a un bivio poco prima della cima Tre Dita (tre dita). Va notato che traversando le cengie strette dalle pareti verticali sopra di noi spesso scorre acqua. Quando più in alto si scioglie ancora la neve sono veri piccoli cascate che ci possono inzuppare seriamente.
Al bivio a sinistra si stacca il sentiero verso la cima Tre Dita e avanti verso il Rifugio Giussani, noi andiamo a destra dove indica l'iscrizione »Cima«. Dal bivio segue una traversata un po' più lunga sulla cengia, poi il sentiero gira a sinistra ripidamente verso l'alto. Diverse volte saliamo quasi verticalmente lungo la fune, poi la pendenza diminuisce leggermente. Proseguendo il sentiero va leggermente a destra e continua a salire lungo la fune. Nel mezzo ci sono anche alcuni risalti più difficili quasi verticali. Il sentiero prosegue leggermente a destra e ci porta sul ghiaione dove finisce la via ferrata.
Dopo la salita sul ghiaione presto arriviamo alla cresta dove ci immettiamo sul sentiero più facile che corre sul lato est della montagna.
Al bivio proseguiamo a destra lungo la cresta sulla quale saliamo per un po'. Nell'ultima parte il sentiero si allontana dalla cresta a destra sul lato ovest. Qui in alcuni punti serve un po' di attenzione perché c'è molta ghiaia. Tale sentiero ci porta presto sulla vetta panoramica.
Scendiamo per il sentiero più facile al quale ci siamo immettiamo alla fine della via ferrata.

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Discussione sull'escursione Rifugio Dibona - Tofana di Rozes (Via Ferrata Lipella)
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| JORDAN12. 08. 2011 |
Mercoledì 10.08.2011 siamo stati su questa ferrata. Tempo fantasticamente bello, anche temperatura adatta -5°. Nella parte inferiore della ferrata, su uno dei passaggi di roccia nera, il cavo era ghiacciato e anche la cengia lunga 10m. Sinceramente, lì servirebbero anche i ramponi, perché le difficoltà erano molto grandi. Ovunque si posasse il piede era ghiacciato e lì, anche in caso di scivolata e permanenza sul set di ferrata, è molto difficile che qualcuno ti aiuti, perché anche l'assistente è sul ghiaccio. Probabilmente lì tornerebbe utile un capo di corda da 10m, allo stesso modo una corda aggiuntiva potrebbe essere utile anche sul secondo salto della parte superiore della ferrata dove il cavo era ghiacciato e anche la roccia. In quei punti si formavano ingorghi, sulla ferrata c'era tantissima gente. La parte superiore della ferrata è di un grado più difficile di quella inferiore, ma dobbiamo stare attenti anche alle pietre cadenti e ai pezzi di ghiaccio.
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| okorn16. 08. 2011 |
Prima di tutto JORDAN grazie per il commento, sempre utile. Domenica 14.8.2011 ho fatto questa ferrata anche con la mia ragazza, devo dire che le Dolomiti sono fantastiche, avevamo bel tempo e partendo presto al mattino abbiamo camminato poco al sole tranne il crinale sommitale. Altrimenti la ferrata è rinnovata e ben protetta, dove l'acqua scorre sulle mensole è un po' fastidioso ma niente di ghiacciato, torcia obbligatoria consiglio partenza mattutina altrimenti condividerete la cima con cechi noi gli siamo sfuggiti per un pelo e abbiamo fatto quasi tutto il sentiero da soli super. Tutti che amate bei panorami, avete sufficiente forma (non è così dura) fatevi questa ferrata. Per curiosità quando eravamo in vetta eravamo in 9 lassù di cui 8 sloveni. Da Kranj a Cortina d'Ampezzo 5 ore di macchina ma passano veloci ammirando villaggi e città italiane. Avvertenza solo che Cortina d'Ampezzo è cara come i pernottamenti nelle baite es. stanza per 8 al Rifugio Dibona 45€ a persona + colazione e cena, mi sembra caro rispetto alla Slovenia e si arriva in auto alla baita. Altrimenti nessuna brutta esperienza. Alla fine grazie all'autore per la descrizione dettagliata e bella.
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| Kili0230. 07. 2013 |
Cerco una comoda variante di pernottamento a Cortina o dintorni, mi interessano le vostre esperienze oltre ai campeggi che conosco già, i loro prezzi sono paragonabili ai nostri o addirittura più bassi che ad es. nel Posočje. Grazie
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| DARINKA51. 08. 2013 |
A me interessa com'è la strada per il rifugio Dibona, so che c'è il limite di altezza, ma il nostro camper passerebbe, mi incuriosisce solo la larghezza della strada per via degli incontri con altre auto.
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| DARINKA51. 08. 2013 |
Kili02, se hai un camper, puoi pernottare al Passo Falzarego senza problemi, specialmente ora ad agosto è pieno di camper lì.
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| Kili021. 08. 2013 |
Con il camper non sarebbe un problema, mi interessano le esperienze di chi ha un'auto o moto, cioè pernottamenti stile chalet in Francia, qui infatti non ho trovato nulla di simile.
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| Andreja11. 08. 2013 |
La strada per Dibona è stretta, ma ci sono piazzole di scambio lungo il percorso. Incontri più auto se sali nel pomeriggio quando tornano dalle escursioni.
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| Andreja12. 08. 2013 |
Al Dibona quest'anno mezza pensione 48 euro. È l'unica opzione, solo pernottamento non va. Solo possibile in auto o furgone, un po' distante dalla baita ...
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| felix18. 01. 2018 |
Ho una domanda simile a quella del precedente su Civetta: Con quale nostra via protetta si può paragonare la ferrata sul Tofana? So che la lunghezza delle nostre vie non è paragonabile a questa ferrata, mi interessa la difficoltà. Grazie e cordiali saluti
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| mirank18. 01. 2018 |
Sulla difficoltà solo questo, non ci sono strapiombi, altrimenti meglio non scriverne perché dicono che inganno. Siamo andati lì fine agosto 2010? e c'erano posti davvero ghiacciati nei camini e anche sul pavimento (mare di stalattiti di ghiaccio e una pozza), ovunque scorra o goccioli acqua. La mia opinione è che senza paura del vuoto - con forza normale nelle braccia e adeguata condizione in meno di 8h sei già tornato a Dibona. E tutto dipende se i dettagli più difficili su Kopiščarjeva sono più impegnativi o no; altrimenti non vorrei paragonarla alle nostre vie; è tutto diverso, lunghezza, esposizione, altitudine, panorami....Prova per esempio Coglians o Colineto, che sono più corti, più vicini e un po' più difficili, ti sarà subito chiaro , e puoi sempre tornare indietro. E poi, se la cosa lassù ti sembra troppo difficile puoi uscire facilmente dove c'è scritto TRE DITA. È un'uscita facile sul crinale (cima indistinta con rovine di guerra) e in mezz'ora sei alla koča Giusani.
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| don kihott23. 01. 2018 |
Queste classiche ferrate dolomitiche sono principalmente lunghe e richiedono una preparazione psicofisica generale e fortuna col tempo... Le nostre ZZP (ferrate) penso che nessuna raggiunga nemmeno una onesta valutazione C sulla scala ferratistica austriaca...
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| rok.si19. 08. 2019 |
Il sentiero l'abbiamo percorso il 15 agosto e abbiamo avuto queste impressioni: Nella prima parte fino al punto Tre Dita c'è molta camminata su cengie che ricordano quelle di Kanjavec, ci sono anche alcuni tratti verticali, ma la roccia è abbastanza appigliata e ci è piaciuto. La parte superiore è, come scritto, di un grado più difficile. Dopo mezz'ora di cammino su una lunga cengia si dirige ripidamente verso l'alto e rimane così fino alla fine della ferrata. Poiché ha piovuto la notte precedente la roccia, già meno appigliata di quella in basso, era bagnata, quindi bisognava tirarsi molto sulle funi. In alcuni punti è stato molto problematico per la mia amica, di statura minuta, procedere, poiché i chiodi che reggono la fune sono troppo distanziati. Qui ci siamo aiutati con una fettuccia-anello (gurtna) come gradino aggiuntivo legato a un chiodo. Consiglio a tutti quelli di piccola statura che si avventurano sul sentiero dopo la pioggia di portare qualcosa di simile. Tutte le protezioni sono in condizioni impeccabili. Altrimenti un sentiero fattibile su una montagna imponente!
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| pohodnik3336. 09. 2023 21:02:56 |
È lunga, non c'è che dire, ed impegnativa. Con tempo secco nessun problema e intorno al 21.8.2023 gocciolava solo in 2 punti sul cavo e sulla roccia. Là era più scivoloso, ma sono due brevi tratti. Tofana di Rozes è una montagna meravigliosa. Delle Tofane è la più bella per me.
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