Rifugio Tolazzi - Monte Capolago
Punto di partenza: Rifugio Tolazzi (1350 m)
| Latitudine/Longitudine: | 46,59199°N 12,86780°E |
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Tempo di cammino: 3 h 45 min
Difficoltà: sentiero molto impegnativo segnato
Dislivello: 1204 m
Dislivello lungo il percorso: 1230 m
Carta: Tabacco 01 1:25.000
Attrezzatura consigliata (estate): Casco
Attrezzatura consigliata (inverno): Casco, piccozza, Ramponi
Visualizzazioni: 7.881
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Accesso al punto di partenza:
Da Trbiž/Tarvisio prendiamo l'autostrada verso Videm/Udine. Usciamo dall'autostrada allo svincolo per Tolmezzo. A Tolmezzo lasciamo anche la strada che porta al passo di Croce Carnico / Plöckenpass e ci dirigiamo verso Villa Santina. A Villa Santina, alla rotonda, proseguiamo dritti seguendo le indicazioni Ovaro, Sappada. Seguiamo questa strada fino a Forni Avoltri, dove svoltiamo a destra seguendo le indicazioni Collina. Proseguiamo poi sulla strada asfaltata fino al parcheggio prima del Rifugio Tolazzi.
Descrizione del percorso:
Dal parcheggio presso il Rifugio Tolazzi proseguiamo sulla strada seguendo le indicazioni Rif. Lambertenghi-Romanin. Dopo una breve salita arriviamo a un incrocio, dove proseguiamo a sinistra su una strada più stretta (sentiero 144), a destra la strada porta al Rifugio Marinelli. Lasciamo presto la strada e deviamo a destra su un sentiero che inizia a salire attraverso il bosco. Il sentiero corre sul lato destro della valle e occasionalmente si apre una bella vista sulle pareti del Monte Coglians a destra e sul Monte Capolago sul lato sinistro della valle. Quando usciamo dal bosco avremo già davanti il Passo Volaia dove si trova anche il Rifugio Lambertenghi-Romanin. Il sentiero sale ancora per un po' lungo la funivia da carico, poi da destra si unisce il sentiero 145 dal Rifugio Marinelli. Una breve salita e presto arriviamo a un bivio poco visibile, dove lasciamo il sentiero 144 e proseguiamo a sinistra (verso sudovest) su una traccia meno battuta che porta sul ghiaione. Alla fine del ghiaione entriamo nella parte alpinistica del sentiero e già dopo la salita del primo canalino ci rendiamo conto che il sentiero è molto poco battuto e che non ci sono molte protezioni fisse. Il sentiero svolta a destra e inizia a salire su erba ripida. Quando usciamo dall'erba ripida scompaiono anche le ultime tracce del sentiero e da qui in poi ci orienteremo solo con l'aiuto delle segnalazioni (punti rossi) e qualche ometto. Di nuovo svoltiamo a destra e con una breve discesa e salita traversiamo un pendio esposto verso nord. Presto rientriamo in un canalino ripido, dal quale le segnalazioni ci portano presto a sinistra su rocce ripide e lisce. Segue una salita un po' meno ripida ma molto friabile verso la cresta sud della montagna. Raggiunta la cresta proseguiamo a destra sulla cresta non assicurata, che diventa molto esposta e affilata. Dopo la cresta svoltiamo a destra e risaliamo di nuovo il versante est della montagna. Segue un esposto e friabile traverso verso nord, poi svoltiamo a sinistra e iniziamo a salire su terreno roccioso ripido. Il pendio diventa ancora più ripido e presto ci sorprende l'unica catena su tutto il sentiero. Segue ancora qualche salita sul pendio roccioso ripido verso nordovest, poi poco sotto la vetta raggiungiamo la cresta principale della montagna. Possiamo evitare l'arrampicata sulla cresta con una breve discesa sul lato est della montagna, poi segue una breve salita un po' meno impegnativa fino alla vetta molto panoramica..
L'ascesa al Monte Capolago / Seekopf è molto impegnativa con arrampicata fino al II grado ed è adatta solo agli alpinisti più esperti. È altamente raccomandata l'assicurazione.
Malgrado il sentiero sia segnato, l'orientamento è in alcuni punti molto difficile.
Si scende per il percorso di salita.
In discesa vale la pena visitare il lago Wolayer See da cui c'è una vista magnifica sul Monte Capolago.

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Discussione sull'escursione Rifugio Tolazzi - Monte Capolago
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| Matjaz_656. 08. 2016 |
Bisogna prestare attenzione all'incrocio per il sentiero sul ghiaione ... quello all'incrocio del sentiero 145 non è quello giusto ... bisogna andare un po' più in alto ... per non finire sul 2° lato della montagna ... come ho fatto io  BLOG e FOTO
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| borlepadrino29. 08. 2016 |
Super esperienza. Bisogna fare attenzione a ogni passo e avere due o tre teste sul collo!!!
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| Matjaz_654. 08. 2017 |
è vero ... dal farsi strada tra erbe e ghiaione … a un piacevole arrampicata su roccia solida … e arrampicata in un mondo rotto e incastrato … dove ogni passo e presa va controllata 2 volte  ma si ripaga  BLOG e FOTO 
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