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| JusAvgustin11. 02. 2011 18:50:19 |
Sabato 12.2.2011, già per la seconda volta organizziamo il Memorial Humar in memoria del nostro alpinista e climber Tomaž Humar. Si organizzerà una gara di velocità, alla quale possono iscriversi sia professionisti che amatori. Le iscrizioni saranno raccolte nella gola Mlačca il giorno dell'evento. Inizio alle: 9.00 Cordialmente invitati!
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| Irina11. 02. 2011 21:08:29 |
Siate bene, godetevi, perché a Tomaž sarebbe piaciuto tantissimo.
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| JusAvgustin12. 02. 2011 13:52:06 |
Ghiaccio buono, meno spettatori dell'anno scorso, ma quindi più concorrenti. Intorno a me solo leggende da Primož Hostnik ad Andrej Pečjak, e Pavel Skumavec... In breve, il 2° memorial Humar è riuscito, anche se pochi spettatori, quelli presenti erano tanto più rumorosi. Vincitore Matevž Vukotič, secondo suo fratello Jernej, terzo Gregor Berce-Muha AO Mojstrana. Tra le donne, la vittoria alla speranza del ghiaccio sloveno, che presto sfiderà la cima mondiale Tjaša Kosič PD Jesenice. Bella giornata, il sole ha un po' giocato , complimenti all'organizzazione ŠDLPMM e al suo presidente Pavel! Bravo!
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| Irina10. 11. 2011 01:00:00 |
Oggi sono passati due anni da quando se n'è andato. Come vola il tempo.
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| Irina11. 11. 2012 20:24:55 |
Sono già tre anni da quel giorno in cui Tomaž si è fatto vivo l'ultima volta e si è congedato per sempre. Muori quando nessuno ti ricorda più. Recentemente gli amici di Tomaž sono andati in Nepal, sotto la parete di Lantang Lirung a 4.200 m hanno collocato una nuova targa preparata dalla sua famiglia. Foto: Hilda Jelčič Bele
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| turbo11. 11. 2012 20:56:37 |
@Irina ; ... Muori quando nessuno ti ricorda più ... Vero. Da un lato. E no, dall'altro. Ad esempio; Quando cammino sulle cime, al confine tra la nostra e la terra laška. Riposando presso i resti di caverne, strisciando nei fossati di tiro . . . Quante volte mi ricordo di quelli che hanno lasciato lì le loro vite, lottando per tali o altri ideali. Spesso estranei, non propri. Non conosco il nome di nessuno, ma me ne ricordo. Nel luogo solitario. E dai libri. E non saranno mai dimenticati. Su qualche cima più difficile da raggiungere, raramente visitata. Riposando in vetta e riflettendo. Quando penso al "ufficiale" primo salitore conosciuto, non mi ricordo di lui. Penso a quello di cui non conosciamo il nome. Che era primo prima del "ufficiale" primo. Era un cacciatore? Forse un pastore? O solo un curioso "locale" che voleva sapere cos'è in cima e cosa si vede dall'altra parte? Neanche a lui conosco il nome e neanche lui e quelli come lui saranno dimenticati. Finché ci renderemo conto che prima doveva esserci tanto per avere ciò che c'è qui ora, fino ad allora quelli di prima saranno in tale o altro ricordo. Conosciuti, meno conosciuti e sconosciuti. Un giorno, da qualche parte . . . molti ricorderanno anche Tomaž, anche se non conosceranno il suo nome.
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| bostjanp12. 11. 2012 17:17:58 |
Turbo, detto molto bene. Essere in cima da solo con i propri pensieri, vicino o lontano, è qualcosa che non si può descrivere con le parole. Conosco questa sensazione e ogni volta che sono in cima o in cammino verso l'alto, mi frullano in testa vari pensieri, anche su persone che secoli fa percorrevano questi sentieri. Come, perché, erano all'altezza delle condizioni meteo e montane... Pensiero unico
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| Irina10. 11. 2013 08:33:44 |
Come vola il tempo. Sono già passati quattro anni da quando Tomaž si è fatto vivo l'ultima volta.
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| Irina10. 11. 2014 20:58:49 |
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| CarpeDiem24711. 11. 2014 12:41:11 |
Ci manca, sia lui che le sue imprese che senza dubbio sarebbero seguite. 
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| viharnik13. 11. 2014 20:15:24 |
Lo spirito umano è immortale. Tomaž e gli altri che ci hanno solo apparentemente lasciato fisicamente saranno sempre una luce per noi, su come un mortale umano possa avvicinarsi a se stesso nell'unità del proprio spirito e liberarsi di tutte le catene e condizionamenti di questo mondo. Non è necessario andare in Himalaya per prove, tutto questo lo possiamo iniziare a realizzare noi stessi nella nostra vita quotidiana. Dove c'è potenza spirituale, anelito del cuore (potere del creatore, propria potenza) lì c'è anche il cammino che ci porta nella giusta direzione. Tutto ciò ci porta alla liberazione del proprio spirito, il cammino verso la realizzazione spirituale di sé (rinascita) e successivamente il passaggio allo stato di Dio, samadhi. Tomaž sapeva inconsciamente dello stato di spirito puro fuso in armonica unità, ha seguito quel cammino superiore ed è partito per lo stesso cammino, dove l'uomo non si reincarna più e va nel mondo del Creatore, da cui tutto un tempo è sorto. Chi si libera dai legami e illusioni di questo mondo non torna più sulla terra, secondo l'insegnamento buddista. Come yogi penso che un tale impulso spirituale interiore sia la cosa più nobile che un uomo possa raggiungere, in un mondo altrimenti piuttosto tiepido e molto sfavorevole per la spiritualità. Così nella parabola Sri Mataji dice che al buio non sai di tenere un serpente in mano, alla luce (nello splendore del proprio spirito risvegliato) ne diventi esattamente consapevole.
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| Irina13. 11. 2014 22:09:00 |
Su POP TV proprio ora un reportage su Tomaž, la sua famiglia, l'ultimo luogo di residenza e le ultime foto dalla sua macchina fotografica. Bello che si siano ricordati dell'anniversario del suo addio.
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| viharnik13. 11. 2014 22:35:08 |
Nel villaggio sotto Lang Tang Lirung, Tomaž è stato accolto in famiglia come Sat-i, che significa uomo puro inviato da Dio (puro spirito). La parola Sat deriva da tre forme di denominazione dell'illuminazione nell'Induismo come Sat Chit Anand, che significa Sat-spirito puro, Chit-purezza della percezione di ciò e Anand-stato beato con tale percezione.
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| Saš196714. 11. 2014 07:31:30 |
Bello contributo di Pop TV. Mi hanno emozionato le parole del figlio di Tomaž. Devi seguire i tuoi sogni...e lasciare tracce...
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| mancar14. 11. 2014 09:48:29 |
È stato un bel contributo. Gozdni Joža
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| turbo10. 11. 2015 14:12:40 |
Tomaž, anche se ci hai lasciato fisicamente sei anni fa, sei ancora con noi! Tomaž Humar, alpinista sloveno e soccorritore di montagna, *18 febbraio 1969, Lubiana, † 10 novembre 2009, Langtang Lirung, Nepal
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| strelec195410. 11. 2015 16:33:04 |
La sua stretta di mano mi rimarrà per sempre nella memoria, ha vissuto per le montagne e vi è rimasto.
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| turbo10. 11. 2017 07:47:19 |
Il tempo vola, i ricordi sbiadiscono, le azioni rimangono. Sono passati otto anni da quando è partito. E come se l'avessi visto ieri in TV, parlare con entusiasmo delle future spedizioni, della prossima parete...
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| turbo9. 11. 2019 21:32:34 |
Il 10 novembre passano dieci anni da quando è partito per l'ultimo viaggio. Un sentiero che porta solo avanti, nell'ignoto, un sentiero dal quale non si torna. Impossibile per alcuni, eroe per altri, persino un idolo... Anche le montagne ci chiamano, come chiamavano lui, ognuno a modo suo. E come lui, anche noi un giorno raggiungeremo la cima della nostra ultima montagna e la fine del nostro cammino. Riposi in pace...
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| Irina10. 11. 2019 12:46:05 |
“Era amato e odiato, suscitava ammirazione e invidia, era un modello e bersaglio di attacchi, e tale è il cammino dei pionieri, tale è il cammino quando non ci sono vie impossibili. Esplora, mio caro Tomaž, mio fratello, un giorno cammineremo tutti sulle tue orme.” Carlos Carsoli, amico di Tomaž e collega alpinista
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