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| opazovalec23. 11. 2016 08:49:05 |
Il dente del tempo spazza via tutte le opere maestre umane. La garitta su Vošca aveva ancora dieci anni fa l'aspetto di un edificio in muratura, l'anno scorso è crollata la trave della finestra e tra qualche decennio lì ci sarà solo un mucchio di pietre ricoperte di vegetazione. La foto di Igor della caserma italiana sotto il Triglav è una buona prova. Mi chiedo se qualcuno ha ancora una foto del bivacco coperto su Vošca. Era solo lasciata al dente del tempo o le hanno dato una mano a crollare con una mazza?
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| ana23. 11. 2016 09:29:15 |
Il dente del tempo è una cosa buffa, facile da dire ma più difficile da spiegare intelligentemente. E se arriva un qualche "Francelj" mentre io sono in vacanza estiva e inizia a rompere con una mazza l'angolo portante della mia casa perché la facciata si sta scrostando un po'? Quando torno dalle vacanze, i vicini mi dicono: Francelj ha detto che questa baracca sta cadendo a pezzi comunque, e le darà una mano. Sì, tra qualche decennio sarebbe stata solo un mucchio di mattoni e legno, lui la pulirà soltanto. E perché non buttarla giù se ha deciso così? La mia casa è magari un monumento protetto? No. Dove sta il problema allora? Perché Francelj non vede il problema! Certo che è un problema, perché io sono la proprietaria. Ma anche oggetti del genere in montagna non appartengono a nessuno, anche se non sono monumenti protetti. Concretamente quello che era così bello come nella vecchia foto di Igor sotto il Triglav, il proprietario è lo stato. E lo stato è chi di nuovo???
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| IgorZlodej23. 11. 2016 10:32:13 |
Presumo che i partecipanti alla discussione conoscano gli articoli menzionati: http://www.gore-ljudje.net/novosti/113409/ http://www.gore-ljudje.net/novosti/113407/ Tutti sappiamo che è stata fatta la ristrutturazione e l'ampliamento del Rifugio Triglav sul Kredarica, chi ha partecipato lo si vede sulla tabella degli sponsor in una delle sale da pranzo del rifugio. Nonostante piani che sarebbero stati realizzabili con molto meno fondi sul lato occidentale del Triglav, non è successo. Si è intromessa la politica alpinistica, che non era affatto favorevole, figuriamoci permettere che sul lato Primorska ci fosse la capanna più alta. Qualcosa di simile è successo qualche anno prima (metà anni 70) con la nuova capanna di Peter Skalar sul Kanin. È stato detto, la capanna sarà in quel posto (Za Konjcem - fuori da tutte le vie di accesso normali) o non ci sarà. Nel primo caso si trattava di qualche 10 m, proprio come ora con qualche cm riguardo all'altezza del Triglav. Ovviamente a volte il detto non vale: qualche cm su o giù, beh il sesso più gentile lo sa meglio .
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| gj23. 11. 2016 17:41:24 |
Non siamo su questa terra per giudicare gli altri. È difficile immaginare oggi che teste calde c'erano nel '45, quando ti martellavano e maltrattavano per 6 anni per la testa, senza parlare delle atrocità che sono successe. La mia opinione è che non resisterei nemmeno un giorno in un edificio che ha dato riparo al nemico. Non proprio nelle circostanze, ma dibattito interessante o difficile. Cordiali saluti
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| grega_z_brega23. 11. 2016 17:48:20 |
gj solo i loro sentieri li usi? Altrimenti puoi vedere un tale edificio anche come un piccolo pezzo di "risarcimento".
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| palček plezalček23. 11. 2016 17:58:14 |
...e parte della storia. Usiamo molti oggetti italiani, così come austriaci e tedeschi.
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| gj23. 11. 2016 18:10:29 |
Li uso - sì. Ma non si tratta di me o di noi. Si tratta dell'opinione delle persone che vivevano in quei tempi, presumo. È solo la mia visione su quella cosa.
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| margu5023. 11. 2016 18:20:25 |
Racconto un po' di storia. Negli anni 70 dovevamo dare alcuni fondi come aiuto per la costruzione di strade nello stato di allora, cosiddette obbligazioni. Ci dissero che le avremmo riavute, cosa che non è successa. Per la costruzione della Casa sul Kredarica ci dissero che potevamo riscattare quelle obbligazioni come donazione per la costruzione del rifugio. La maggior parte di noi ha firmato, se i soldi sono stati davvero versati per la costruzione non lo so.
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| gregazorz27. 11. 2016 10:58:40 |
Ciao a tutti, Mi fa piacere che il contenuto dei post di Škodič e miei si sia diffuso così bene e che anche coloro che inizialmente si opponevano li riassumano. L'elenco degli edifici italiani, sia militari che alpinistici è fatto, si sta lavorando anche alla pubblicazione completa di tutte le località e cosa succede oggi con loro. Riguardo alla caserma Vittorio Emanuele III dal 2012 è proprietà della Repubblica di Slovenia, gestore il Ministero della Difesa. Prima il proprietario era il comune di Bovec. La parcella era già delineata ai tempi dell'Italia, le rovine sono ancora registrate oggi come edificio con valore sorprendente di poco più di 100.000€, senza includere il valore del terreno. Quindi si tratta di distruzione di proprietà statale registrata. Se qui è colpevole solo il proprietario della mazza, negligenza del comune o dello stato o TNP, ognuno giudichi da sé. L'ultima vera caserma di montagna preservata nelle Alpi Giulie è sopra la Soriska Planina, dove da due decenni bivaccano un pastore e le sue capre, che la stanno distruggendo pesantemente di conseguenza. Vista la frequentazione di Možic, sia dalla direzione Podbrdo che Sorica e l'iscrizione della mulattiera italiana nel registro dei sentieri per bici touring, la PD potrebbe davvero fare un rifugio lì.
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| lino27. 11. 2016 15:56:27 |
Gregazorz, grazie a te e a Škodič per i dati che erano abbastanza nascosti o coperti. Per la proprietà statale registrata si sa che lo stato è più spesso un cattivo gestore. Qui tutti i colpevoli si nascondono dietro la responsabilità collettiva; quindi nessuno è colpevole.
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| viharnik27. 11. 2016 16:09:23 |
È del tutto impossibile che i muri spessi di Emanuele III, costruiti con pietre piene, siano praticamente scomparsi dalla faccia della ZTP in appena dieci anni .Un vecchio architetto mi ha detto che il cemento non invecchia con gli anni, ma al contrario si consolida e rafforza sempre di più.Ero lassù in estate circa dieci anni fa, quando tutto era ancora in piedi, la costruzione era allora eccellentemente collegata alla lastra superiore del piano, parte del tetto in lamiera era ancora visibile a destra verso sud un po' più in basso nella conca, all'interno dei locali c'era neve in estate fino a un paio di metri di profondità.Impossibile spiegazione che venti e inverni abbiano fatto il loro sulle robuste pareti di pietra spesse almeno mezzo metro, nel mezzo deve aver agito distruttivamente con intelligenza qualche terza forza , tanto che della caserma non c'è più né anima né udito, vista poi per niente
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| gregazorz27. 11. 2016 18:21:41 |
Viharnik La lastra di cemento che proteggeva il muro posteriore della caserma era ancora in piedi nell'ottobre 2014 e non era danneggiata affatto. Nell'agosto 2015, quando sono tornato alla caserma, era crollata, le barre di armatura in ferro tagliate. Sul cemento e l'invecchiamento però...la garitta dove c'è il weekend di Žakl il tempo non nuoce per niente...ovviamente solo all'edificio accanto. Ma è buffo. La casa cartografica italiana Tabbacco ha corretto le indicazioni nella nuova edizione della mappa, ma le ha confuse secondo la vecchia abitudine italiana. Ora hanno sia Morbegno che VEIII.
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| miri27. 11. 2016 19:13:09 |
Stesso cemento, persone diverse ma resta il ricordo e l'ammonimento.
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| tinky27. 11. 2016 20:13:59 |
Stavamo parlando di Jerebikovec?!?!
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| ana28. 11. 2016 07:51:30 |
Nemmeno tinky, stavolta si parlava della costruzione su Jerebikovec, che ha ancora alcuni maliziosi effetti in altri nostri monti. Tutti però hanno un denominatore comune. Di quello si parlava
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| lino28. 11. 2016 16:50:51 |
Gregazorz, evidentemente la garitta è stata costruita con cemento molto migliore della caserma. Per questo la garitta resiste ancora al dente del tempo. Non credo che qualcuno distruggerebbe la caserma sotto gli occhi vigili dei ranger del TNP.
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| lino28. 11. 2016 16:56:46 |
Gregazorz, evidentemente la garitta è stata costruita con cemento molto migliore della caserma. Per questo la garitta resiste ancora al dente del tempo. Non credo che qualcuno distruggerebbe la caserma sotto gli occhi vigili dei ranger del TNP.
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| miri28. 11. 2016 16:59:43 |
Concludo con le parole del prof. Tomaž Pavšič, il primo e più meritevole svelatore dei segreti del "Vecchio confine", da cui sono riassunti i dati del contributo, soprattutto l'ultimo paragrafo: «Non permettiamo che il tempo e la nostra incuria cancellino i ricordi del nostro passato, attraverso cui la nostra nazione si è battuta per la libertà finale e l'indipendenza. Siam rispettosi verso i nostri antenati e la nostra storia anche nei nuovi tempi.» Anka Vončina
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| mirank28. 11. 2016 17:16:51 |
Lino, vale ancora che è meglio creare l'apparenza di essere o..., che aprire la bocca e spazzare via tutti i dubbi su questo. Il bunker è stato convertito in "bivacco" leggi weekend per alcuni, è chiuso e così protetto e accessibile solo a qualcuno. Sulla veglia degli "organi" in questo caso però non...
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| lino28. 11. 2016 18:02:36 |
Mirank, la vigilanza e l'occhio attento degli "organi" erano proprio presenti quando nel pomeriggio sono saltato da Pokljuka alla Koča Blejska a Lipanca. Al ritorno mi aspettava sul parabrezza un saluto con multa. Ho parcheggiato a qualche metro dalla strada asfaltata.
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