| rozka28. 07. 2022 20:49:20 |
Stavolta nelle braccia degli dei … tanto tempo fa avvistato, poi guardato ma mai osato pensare di farla, poiché guardando le pareti possenti del Viš è difficile immaginare dove e come vada quell'approccio apparentemente inaccessibile. Zajzera sempre incanta e solo la vista dall'ultimo parcheggio ricarica le batterie. Su ghiaia verso Darko Majcen sentiero noto ma quel giorno gambe pesanti, a malapena arrivata a metà Carlo Chersi dove alla seconda gora su invitante cengia verde lasciamo il sentiero segnato. Ci equipaggiamo e già "passeggiamo" sulla cengia inferiore del Viš che porta a sinistra verso il canalino SZ. Fine ovvia lì giriamo a destra lungo il canalino cercando i passaggi più facili fino alla barriera rocciosa sopra dove da sinistra si rivelano le cengie divine probabilmente opera di qualcosa di più grande di noi camminarci è un privilegio per me. Poiché le cengie finiscono bruscamente qui devi sforzarti un po' per risalirle. Qui ci assicuriamo per il saltino, catturiamo la continuazione, cengia ok seguibile, solo un po' di dubbio mi rode quando inizia sospettosamente a scendere e restringersi . Primo passaggio insidioso guardando gli abissi CC sotto, attenti ma passa, poi raggiungiamo il punto più duro dove dovrebbe esserci un chiodo o un cavicchio per assicurare, beh noi due non l'abbiamo visto/trovato poiché impegnate nel traverso e assicurazione improvvisata sospesa. Uff, altri colpi al cuore?! La cengia poi più facile la seguiamo fino all'inizio della parte dura dove vedi già Mojzes ma noi due andiamo a destra, 2 ometti, succoso arrampicare lungo la parete, passaggi davvero incredibili. Segue un po' di ricerca, stretto canalino e già ansanti sotto-verso Cima de lis Codis raggiungiamo la spalla dove passiamo sul lato Jezersko. Ulala, vasta pendice si apre davanti, un po' sbalordite poiché non sapevamo esattamente quale cengia scegliere. Decidiamo e scendiamo, per me la parte più dura della gita, mix di erbette cariche di sassi, sotto niente, davvero seccante. Quando arrivate al punto di continuazione ci è sembrato di vedere un ometto. Foto, zoom sì, l'ometto sta lì in attesa che lo notiamo, hehe. Traversiamo anche quella cengia, poi 5 min pausa quando ci rendiamo conto che sopra è il resto di una posizione di guerra chiamata Pagoda e poco più avanti vediamo già sotto il sentiero segnato da Mojzes. Hmm, proprio quando avevo sospirato di sollievo il compagno tira fuori la successiva dal forziere delle idee , e se noi due un po' diversamente, ecc… ho ceduto, ovvio e già saliamo oltre Pagoda tra i torricini, avvicinamento Via dei Torrioni su giù intorno e quando avvistato Marijica non sapevo allucinazione o vera . La abbraccio, mi siedo e assorbo… pranzo e piano di discesa. Non so se abbiamo scelto la discesa ottimale ma una andava decisa. Discesa verso Mojzes poi sulle Koštrunove špice e 2a parte più seccante scivolata caccia passi sulla Medvedova valle . Sguardo costante alla valle non più vicina ci ha demotivato e il silenzio ci ha guidato all'auto. Gita solitaria selvaggia lunghissima faticosa ma consapevolezza riuscita cammini "eredità" grandi e migliori sensazione impagabile supera pure giornata lunga corpi stanchi.
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