GRANDE PERDITA DI UN GIGANTE DELL'ALPINISMO SLOVENO
|
| Irina14. 11. 2010 22:45:05 |
Tomaž non ti abbiamo dimenticato, sei ancora qui da qualche parte tra noi. Non è la morte ciò che ci separa, e la vita non è ciò che ci unisce. Ci sono legami più forti, per i quali distanze, luogo e tempo sono senza senso. (Mila K.)
1
| (+2) |  | |
|
|
|
|
| funnyboy14. 11. 2010 23:16:35 |
Irina, è vero. L'hai detto bene.
|
|
|
|
| Jože.17. 04. 2012 13:33:37 |
|
|
|
|
| julius17. 04. 2012 20:46:41 |
Jože! Hai confuso un po' le persone. Tomaž e Metod non sono la stessa persona. Per Metod devi aprire una nuova rubrica. Senza rancore.
|
|
|
|
| Jože.18. 04. 2012 04:25:04 |
julius! Nessun rancore. So bene chi è chi. Mi è sembrato più appropriato pubblicare sotto questo titolo. Altrimenti non ho l'abitudine di modificare o cancellare il poco che scrivo. Aprire nuove e nuove rubriche..., ce ne sono già troppe. Se per chiarezza fosse meglio aprire una nuova rubrica o spostare il mio post altrove, per favore, amministratore, correggilo. Lp.
| (+1) |  | |
|
|
|
|
| viharnik2. 07. 2012 23:06:54 |
Molto bello che qualcuno dalla Slovenia visiti in memoria il luogo della sua ultima partenza, dove Tomaž si è sentito meglio, cioè l'Himalaya. Le parole che Tomaž ha pronunciato "Io sono colui che sono" nonostante il verso apparentemente semplice nasconde l'essenza della coscienza umana e di alto risveglio spirituale. Perché lo spirito umano si sposti al punto del proprio spirito puro come mero osservatore fuori di sé (dal puro centro della coscienza) con la consapevolezza dell'unità dello spirito e del cosmo e mai come spirito che vaga e si lega al mondo fenomenico, sono necessari molti anni di pratica spirituale, contemplazione con se stesso, conoscenze della natura universale e dell'uomo come parte universale della creazione. Tali esperienze possono emergere anche durante difficili ascese solitarie, perché allora sei solo con la parete e il proprio spirito dimentica tutti i sentimenti ed emozioni dell'ordine mondano. Solo lo spirito proprio e l'approfondimento affinato in se stessi ti guida allora oltre la parete, incomprensibile e inaccessibile a ogni mortale. Solo allora percepisci che lo spirito ha natura universale, è incondizionato ed eterno, e contemporaneamente ti dice (Spirito) che se Lui diventa libero, l'uomo riceve una forza superiore (Spirito-Dio) in appoggio con cui può raggiungere l'impossibile e l'inimmaginabile. Con questi pensieri possiamo facilmente toccare e avvicinarci ai piedi di Dio nella Sua grandezza inconcepibile come Suo figlio, individuo, uomo.
| (+1) |  | |
|
|
|
|
| heinz3. 07. 2012 06:45:56 |
"Io sono colui che sono" proviene dalla Bibbia. È il nome personale del Creatore con cui si è presentato a Mosè quando questi gli chiese il nome. Leggi: 2.Mose (Esodo) 3:13,14.
| (+4) |  | |
|
|
|
|
| viharnik3. 07. 2012 16:31:01 |
Certo si tratta del creatore. In tale contesto ho descritto anch'io sopra come l'uomo, microcopia della creazione universale, può diventarlo egli stesso, ma non è facile, concordo. Senza dubbio Tomaž ha sentito lui stesso questo verso. Più difficile è mantenere questo stato se non sei per grazia divina realizzato, trasformato, risvegliato anima - nota - alla fine diventi puro Spirito-Atman che non si incarna più sulla terra. Sul monte Sinai Mosè incontrò al roveto uno dei santi, eterni rappresentanti del regno divino oltre, cioè fuoco santo o Sri Agni Devata (fuoco santo della purificazione), possibilmente anche Sri Kalki (fuoco santo dell'evoluzione-Shushumna nadi-colonna vertebrale), che ho menzionato.
|
|
|
|
| zippo4. 07. 2012 07:03:33 |
viharnik, sei già ora in nirvana
| (+4) |  | |
|
|
|
|
| viharnik4. 07. 2012 08:34:24 |
Questo dovrebbe essere lo stato naturale dell'uomo vero da cui tutti noi siamo originati un tempo da Dio (non fisicamente, nasciamo più volte, ma spiritualmente) ma abbiamo dimenticato le nostre radici prime e essenze. Il mondo è un poligono per le anime dove impariamo in tutto questo disordine creato dall'uomo (illusione del mondo fenomenico) a raggiungere la nostra fonte di noi stessi, cioè spirito puro e risveglio della madre primigenia in sé o energia primigenia (yin-yang) o Kundalini, i cinesi la chiamano Chi. Senza l'aiuto della Sahaja yoga questa rinascita non è possibile e nemmeno lì Dio lusinga, bisogna lavorare costantemente su se stessi e perfezionarsi, affilarsi. Era dato solo alle incarnazioni divine (già con embrione e predisposizioni) che avevano compiti sulla terra di illuminare le persone (Gesù, Sri Rama, Sri Krishna, Lao Tzu, Socrate, Zarathustra, Maometto, Sri Buddha, Sri Sai Baba (19° sec. da Shirdi) e altri).
|
|
|
Per pubblicare un commento devi effettuare il login:
Se non hai ancora un nome utente, devi prima
registrarti.