Meglio per scherzo che sul serio: descrizione in versi dell'escursione al Travnik (giugno 2009)
Nuvoloso, grigio è il sabato mattina,
la previsione non promette nulla di buono,
ma otto donnette non le ferma
dall'escursione già programmata.
Alle cinque da Kamnik siamo partite,
oltre Vršič fino a Trenta guidate,
non a sinistra nel villaggio Soča girate
e presto il cartello trovato.
Intanto si unisce un signore,
probabilmente perché il tempo regga,
poiché dove donne troppe, spesso fallisce,
e infatti a Trenta il sole è uscito.
A passo leggero il gruppo sale
e in due ore arriviamo al pascolo,
dove non c'è più vita pastorale,
solo una stalla vuota custodisce ricordi.
Dietro la roccia si chiama il pascolo
e anche il nostro sentiero va un po' nelle rocce,
ma le funi non ci sono estranee,
così senza problemi ci siamo lanciate.
Davanti a noi ora la valle del Travnik.
Poiché l'inverno è appena partito,
fioriscono ancora genziana, campana alpina,
stella alpina ha appena preparato il fiore.
Intanto ammiriamo i vasti panorami:
vediamo Krn quando la nuvola si apre,
a destra Čelo e Vršac stanno,
il nostro sguardo si gira dritto
sul Travnik, meta di oggi.
Col crinale si unisce Plaški Vogel,
Saša e Katja lo conoscono bene,
bello ricordo resta loro.
Fino alla cima il tempo ha retto,
poi ha iniziato a piovere
e tutte e nove dal Travnik cacciate,
le piante dei piedi ci hanno portato in valle.
Ma la pioggia si è calmata presto
e di nuovo il sole sorride amichevole,
togliamo i vestiti in più,
poiché a tratti scalda davvero.
Lungo il sentiero scheletro notato -
- qui uno stambecco portato dalla valanga,
e due vipere spaventate,
mentre pigliavano il sole.
Così il sentiero è passato veloce,
in buona compagnia il cammino è sempre corto.
E la compagnia? Saša, Katja, Majda, Vera,
Janez, Zvonka, Magda, Agata e Vladka.
Alla fine sempre un punto.
E quel punto non abbiamo dimenticato.
Dopo lunga escursione sete grande -
- abbiamo onorato Aljaž degnamente.