| turbo15. 10. 2011 18:00:55 |
INTRO: In linea di principio avevo pianificato la mia quasi tradizionale escursione autunnale , come tutti gli anni passati. Prima nella Piccola Pišnica e poi passando il rifugio di caccia alla vetta. Ma già la prima forra era incomparabilmente più erosa che l'anno scorso, quello prima, quello prima ancora... Anche il pino mugo con cui mi ero aiutato l'ultima volta era sparito... Se fosse stata l'unica forra, probabilmente mi sarei arrangiato, avevo una corda corta e un po' di attrezzatura, ma poiché ne seguono altre che l'anno scorso erano già un po' fastidiose, ho preferito attenermi al buon senso. Mi sono girato e dopo meno di dieci minuti ho svoltato sulla variante di riserva.  CUORE: La mattina era fresca e il cielo completamente sereno quando sono sceso dall'auto davanti all'Hotel Lek. Sia durante il viaggio al punto di partenza che camminando verso Pišnica, mi è balenato il dubbio , com'è quella forra quest'anno? La risposta l'ho data nell'intro. Sempre più sbriciolata, erosa La variante di riserva era quella crestale, quella per cui di solito scendo. Attraverso Piccolo e Grande Vratnik. Sentiero meraviglioso, in basso nel bosco e più in alto lungo e sulla cresta, su foglie morbide e sottobosco. Proprio in fondo, da qualche parte sopra Krivi plaz, serve un po' di attenzione perché per le foglie il sentierino si segue male, poco più in alto diventa più marcato e lo si segue facilmente fino in vetta. I larici purtroppo non hanno ancora la loro "patina" , ma da altri alberi sono cadute tante foglie che gli sguardi potevano vagare anche verso Razor, Prisank, la cresta da Mojstrovka a Šit e un po' più su anche su Jalovec, cresta Ponca, Vevnica... Meraviglioso . Quando ho avvistato il Dom na Vitrancu, mi è sembrato di sentire musica . E infatti, non appena esco dal bosco sull'aperto, vedo che la baita Vitranc è aperta, e pure la seggiovia funziona. Qualcosa del genere mai, penso. Né l'anno scorso, né prima, né prima ancora, a Vitranc niente di niente. Tutto chiuso e rarissimo qualche alpinista per salutare. E mi ricordo subito che tempo avevamo l'autunno scorso e le cose mi diventano più chiare. Niente pausa, così ho proseguito e (quasi) in un attimo ero in vetta. Tutto da A a Ž, incluse lettere straniere, al massimo livello. In vetta ho goduto, goduto ancora un po', ancora un po'... beh, poi era tempo di scendere Nella baita al Vitranc ho preso un caffè e mi sono crogiolato un po', il sole splendeva incredibilmente caldo, poi discesa a Kranjska Gora. Discesa l'ho fatta sul versante Vitranc, il sentiero in posti eroso, in posti difficile da seguire, in un punto c'è anche una catena (sopra la finestra naturale), più in basso in parte sulla pista da sci e in parte su sentierini boscosi. CONCLUSIONE: se non ci fosse scritto Ciprnik sulle cartine e nelle guide, lo chiamerei Coprnik. Non il più alto, non il più difficile, senza ferrata e su ogni lato almeno un po' eroso. E mi ha incantato e stregato, chissà con cosa, e mi ci arrampico sempre volentieri di nuovo. Con bel tempo e meno bello, solo o in compagnia. Da qualsiasi lato. Non mi delude mai 
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