Equipaggiamento da valanga
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| JusAvgustin10. 02. 2010 13:15:02 |
la vita non ha prezzo, i trasmettitori ancora sì per ora. Se andate seriamente in montagna d'inverno o scialpinismo è la cosa più importante. Altrimenti un buon kit costa intorno ai 500. All'estero l'attrezzatura da valanga è obbligatoria per scialpinisti. Trasmettitore 360, pala 70, sonda da 50 in su... , ma che cos'è in confronto alle conseguenze?
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| spetovar10. 02. 2010 13:30:08 |
Sì è vero quello che dici e concordo con quello che hai detto tu e tol. Però non cambia il fatto che l'attrezzatura non è un miracolo tecnologico super complicato, eppure costa come se avessero appena scoperto le RF. Se guardi i materiali per fare un trasmettitore, non credo superi di molto i 20$. Di sonde nemmen parlo. Ma è così e per ora non possiamo farci niente. Se andassi sempre all'estero me la prenderei senza pensarci. Da noi ci vorrà tempo finché la coscienza degli alpinisti (inclusa la mia) non sia abbastanza "blu" che tutti ne abbiano una.
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| tol10. 02. 2010 13:32:19 |
Chiedo in modo diverso. Con cosa hai più possibilità di essere trovato nelle montagne slovene se ti seppellisce una valanga: trasmettitore da valanga o airbag da valanga? O se dovessi decidere cosa comprare, meglio cosa: trasmettitore che ha il 20% dei visitatori montani invernali o airbag da valanga che chiunque può trovare in valanga senza attrezzatura? Riguardo al pubblico target: penso che il mercato di negozi escursionistici, trekking e alpinistici stia bene. Ce ne sono tanti ma non si riflette in prezzi competitivi. L'80% non ha trasmettitori qui, penso soprattutto per il prezzo. Penso che se fosse più accessibile economicamente la percentuale sarebbe molto migliore a favore dell'uso. Vero che non capisco nemmeno il nostro paese che insiste sull'IVA per prodotti come attrezzatura da valanga, caschi (alpinistici, da bici, moto)..penso che lo stato potrebbe contribuire esentando tali cose dal pagamento delle tasse. In UK so che i caschi da bici sono esenti da tasse.
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| spetovar10. 02. 2010 13:42:44 |
Tol, non parlare troppo di tasse, magari legge il forum qualche statale, alzeranno tutto  Altrimenti mi unisco alla tua opinione. Io ho preferito investire in conoscenza e esperienze gradualmente acquisite piuttosto che attrezzatura, poiché la prima serve anche se vai da solo (che a me piace spesso). Il che non significa che ho ragione, come ho scritto sopra, anche io devo cambiare idea che il trasmettitore non sia solo un gingillo.
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| stefanb10. 02. 2010 14:21:06 |
Anche se siamo soli, usare il trasmettitore non è insensato. Indipendentemente da cosa è con noi sotto la valanga, vivi o morti, il trasmettitore segnala la posizione. E così si accorcia il tempo di ricerca e riduce l'esposizione dei soccorritori a essere sepolti anche loro al minimo. Conta qualcosa.
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| tol10. 02. 2010 16:33:57 |
Siamo deviati lontano dall'idea originale, cioè se è possibile a casa con relativamente pochi soldi fare una cosa tipo palla antivalanga e se alla fine funzionerebbe. E nessuno vuole toccare la domanda sopra: cosa è meglio, palla o balisa? La palla ha vantaggi: chiunque la può trovare senza conoscenza né attrezzatura. La balisa anche se ce l'hai, devi saperla usare. E probabilmente combinazione di scarsa conoscenza e "shock o panico" per valanga, la ricerca della vittima può durare parecchio. Al corso alcuni hanno fatto fatica a trovare la balisa sepolta.
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| a4si10. 02. 2010 17:20:24 |
Il mio pensiero: PALLA è idea interessante, ma come in pratica? Mi sorgono un paio domande: - come/dove portarla per buttarla molto facilmente? - se valanga ti sorprende, hai tempo di buttarla? - può bucarla un pezzo di ghiaccio nella valanga? poi "affonda" nella valanga? - quanto lunga corda? più lunga è più chance si impiglia e va con te sotto valanga... - comunque serve almeno pala dall'attrezzatura obbligatoria (o chi ti cerca): in media sepolto a 1-1.5m profondità e scorda di scavare a mani, specie se neve compatta (verificato personalmente a corso valanghe - già con pala eternità, mani nude impossibile...) - e altro si troverebbe... BALISA: - solo un commento: "se ce l'hai, impara a usarla..." secondo me nessun problema prendere mezza ora pausa ad ogni uscita e esercitarsi un po' (almeno io lo faccio) Altrimenti sempre insieme: balisa, sonda, pala - una senza altre aiuta quasi niente...
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| tol10. 02. 2010 17:48:17 |
La corda è riposta o piegata e non la trascini dietro. La butti se si stacca la valanga.
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| sebanakis10. 02. 2010 19:12:15 |
Sistema avalung è semplice, il tubo fa sì che tu succhi aria da piccole sacche d'aria nella neve e così prolunga la vita. E dall'altro lato hai l'ingresso CO2. Certo dipende molto dal tipo di neve... per airbag, pala e sonda, serve tanto allenamento prima di essere davvero abituati. Kit pala, sonda e airbag 199.90 con sconto 159.92€. Alcune giacche hanno già sistema recco, ma problema perché interferisce il segnale del telefono, almeno per quel che so del problema.
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| Santi10. 02. 2010 19:29:23 |
Tol, non sarai per caso dall'istituto per valanghe a Davos 
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| stefanb10. 02. 2010 19:47:29 |
Si può con la palla, si può con l'airbag, ma pala e sonda sono sempre necessarie. Senza pala 15 minuti passano in fretta. Poi un corso, esperienza, una guida all'inizio, poi un po' di fortuna e tanto buon senso, perché niente è al 100%, e le montagne possono essere belle in inverno e in estate.
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| tol10. 02. 2010 20:29:29 |
Le percentuali sono approssimazioni, ma sono sicuro che nelle montagne slovene in inverno, intorno al 20-30% degli alpinisti usano l'airbag da valanga. REs ogni anno e questa percentuale aumenta. Gli altri 80 o 70% non hanno niente. E se una valanga ti seppellisce, quei 70-80% di alpinisti senza attrezzatura troveranno più facilmente il sepolto che ha la palla antivalanghe che uno con airbag. Capito? Non nego che l'airbag funzioni. Al contrario, funziona. Ma a condizione che l'airbag sia usato in massa. Realisticamente: anche se io mi posso permettere un airbag, i compagni con cui vado in montagna, nella situazione attuale, faticano a racimolare i soldi per comprarne uno. Quindi la situazione è: valanga mi seppellisce, io uso airbag, compagni no. Quindi mi aiuta pochissimo. Se usassi la palla, nel caso resti in superficie, i compagni almeno seguirebbero la palla e la corda e potrebbero localizzarmi.
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| tol10. 02. 2010 20:37:01 |
Mi dispiace che il dibattito non vada nella direzione giusta. Ovvero nella ricerca di una risposta se un oggetto gonfiabile nella maggior parte dei casi resta in superficie della valanga o viene sepolto come la persona. Palla antivalanghe è stata presentata su gore-ljudje.net e anche su GRZS.si Non so, lo scopo del topic era cercare risposte, ma ci sono pochi argomenti concreti. Purtroppo il dibattito si è sviluppato nella direzione: compra airbag perché funziona. Pensiamo fuori dagli schemi: la maggior parte degli alpinisti è sprovvista e cosa ci sarebbe di male se un prodotto anche fatto in casa potesse contribuire a maggiore sicurezza? Mi frego delle prese in giro. Se funzionasse sarebbe solo un plus. Chiederò di nuovo un po' diversamente: Cosa vi interessa di più. Che alpinisti sprovvisti di airbag usino almeno palle antivalanghe fatte in casa o niente?
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| tol10. 02. 2010 20:55:38 |
Mi è venuta in mente un'altra stupidaggine! Quasi tutti usano una borraccia termica di metallo. O meglio ancora piccozza e ramponi. Troppo metallo per questo: http://www.enaa.com/oddelki/conrad/izd_3661_CO674575_Detektor_za_kovine_Security_Plus Sto già esagerando? Solo non vedo perché non funzionerebbe. L'unico problema sarebbe se spazzasse via la piccozza e lo zaino con la termica. Allora ci sarebbero più punti che indicano un oggetto metallico.
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| Zebdi10. 02. 2010 20:58:07 |
In fondo la cosa è semplicissima; ognuno abbia ciò in cui crede che lo aiuterà in caso di sepoltura - che sia un talismano, trasmettitore, palla o persino pallone ad elio. Io ho deciso di comprare il kit antivalanghe - cioè trasmettitore, pala e sonda. E naturalmente compagnia di buoni amici, con i quali NON andiamo in condizioni pericolose. Mi aiuterà? Spero 
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| IgorZlodej10. 02. 2010 21:44:29 |
Secondo alcune stime non ufficiali, solo il 15% dei visitatori invernali delle montagne in Slovenia usa il kit antivalanghe, inclusi gli sciatori responsabili che scia fuori dalle piste preparate, i cosiddetti freerider. L'equipaggiamento in questa direzione cresce lentamente, ma le cose cambierebbero rapidamente se, ad esempio, gestite anche tramite assicurazione, emissione di fatture per i costi di soccorso nei casi in cui l'interessato ignora palesemente questi fattori di sicurezza o in parole povere non si equipa adeguatamente per le visite invernali in montagna. Intanto gli esperti in questo campo lavorano continuamente per aggiornare l'attuale attrezzatura con miglioramenti e sviluppano nuovi ausili, ma è necessario sapere che nessuno di essi è onnipotente e vale ancora che il più importante è la propria adeguata valutazione delle condizioni e delle proprie capacità, e il rispetto degli avvisi di pericolo valanghe, uso di conoscenze pratiche ed esperienza.
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| stefanb11. 02. 2010 13:49:40 |
"usano almeno palle antivalanghe fatte in casa". Finché usi una tale palla da solo, nessun problema. Quando inizi a farne, regalarle o venderle, prendi anche la responsabilità che la cosa funzioni o non si strappi o scoppi. E per provarlo, devi certificarla. E tutto questo costa. E torniamo ai soldi. In ogni caso, tutto è meglio di niente.
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| tol15. 02. 2010 18:33:01 |
Qualcuno ha ancora una corda antivalanghe? Google trova quasi niente. Se qualcuno degli "esperti" alpinisti ha ancora un esemplare a casa, sarei grato per una foto. Saluti
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