Nel giorno festivo si addice andare su questa vera montagna. Avendo controllato le condizioni già il venerdì precedente, stavolta ho preso gli sci senza esitare. La salita via Komar con tutto l'equipaggiamento invernale e sci sullo zaino certo non è una passeggiata, ma dove c'è volontà c'è strada. In alcuni canaloni c'è ancora neve e devi stare attento che non crolli qualcosa, come è successo a me e sono caduto, ma niente di grave. Stavolta sono andato all'estrema destra, proprio accanto alla Z parete di Kanjavec sotto la "Nave", il canalone è piuttosto ripido ma ben innevato, circa a metà ha una crepa che si può ancora attraversare. Più in alto arrivo nel bacino nevoso sotto Dolič, eccezionalmente innevato quest'anno (e si lamentavano dell'inverno scarso). Passo Dolič e per il passaggio invernale a ovest di Šmarjetna glava. Qui già 5-10 cm di neve fresca, per lo più nebbioso e ventoso da NE. Vado fino a Morbegne su ZTP. La fitta nebbia mi ha un po' disturbato passando sotto la cima del Triglav, per fortuna si è aperto un po' altrimenti probabilmente sarei tornato indietro. Lasci gli sci ai primi chiodi, poi per il traverso assicurato, stavolta innevato, fino alla Bovška škrbina. Là soffia di nuovo da est ma ancora sopportabile. Fino alla cima in posti cumuli di neve alti fino a mezzo metro, nella parte sommitale neve vecchia comunque. Raggiungo Aljaž, oggi vestito a festa, mi siedo un po', poi ritorno giù agli sci. La prima parte non era uno sci fantastico, crosta leggera con neve fresca ventata, la vera sciata è partita da Dolič giù verso Komar. Ho sciato anche il canalone sotto la "Nave", giusto al limite delle mie capacità. Più in basso bella discesa finché c'era neve, poi sci sullo zaino di nuovo e cauto in valle, Komar per la discesa ogni anno più ripido per me. Non era male, al contrario fantastico. A Zadnica visito Vinkot, dove Justi mi offre di nuovo, e chiacchiero con Turbot di temi attuali visto che è lì.