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janezs73 / Ultimi messaggi

janezs73 - Ultimi messaggi

Discussioni avviate:
janezs7327. 12. 2018 16:54:02
Bel tempo in Lombardia l'ho sfruttato per visitare due cime vicine, Corna di Caspai e Nasego.

Per la prima sono partito dal paese Lodrino. Il sentiero ci porta presto sotto le pareti sud (molte colonne in pendio erboso/boschivo ripido), dove la ferrata inizia con il traverso di una bella placca (C). Segue moltitudine di placche (B a C), camini (alcuni D), mensole, cornice (C), canalino. Per lo più andiamo a sinistra, a volte su o giù, sempre seguendo bei passaggi naturali (non significa che siano tutti facili). Verso la fine parete verticale, dove la ferrata mostra carattere più sportivo (D/E). A differenza di molte ferrate sportive austriache che a volte corrono su placche senza senso estetico, questa ferrata ha "l'anima sua", ricorda molto le famose ferrate dolomitiche (in Brenta!).

Pomeriggio dal paese vicino Briale salito a Nasego per l'omonima ferrata. Strada asfaltata porta al parcheggio (stretta e a tratti ripida!). Da uno dei parcheggi (pieni in estate) presto all'ingresso della ferrata (sopra ghiaione verso est). La ferrata sale in vetta in 5 parti (C/D, D, D, D/E e D), con inserti erbosi intermedi. Ultima parte mal segnata, l'ho saltata al primo tentativo. Discesa via rifugio Nasego.
janezs733. 12. 2017 17:07:13
Ieri ho visitato [url=www.ferratecasto.com]ferrata park[/url] vicino al paese di Casto a nord di Brescia. Ce ne sono 18 ferrate, altezze per lo più tra 40 e 65 m. Poiché Casto è basso (q. ca. 350 m), ci si aspetterebbe non sia troppo freddo. Ma si nota che è una valle chiusa, simile alla nostra Baška grapa, dove l'aria fredda si ferma e quindi la temperatura è notevolmente più bassa che al Lago di Garda a soli 30 km e non molto più basso.

Per confusione con le valutazioni, alcune ferrate le ho scalate con attrezzatura sbagliata, sovraccaricando inutilmente le braccia e alla fine ne ho fatte solo 9.

Anche la ferrata nella gola Luina non è affatto facile (per loro dovrebbe essere A/B). Poiché in parecchi passaggi si è appesi alle braccia, le difficoltà sono senz'altro B/C, se non C, di sicuro non A/B.

Altrimenti d'inverno lì è tranquillo, pochi visitatori, quindi ho avuto tanto tempo per fotografare.

Valutazioni delle ferrate scalate
(segnale ferrata : loro valutazione francese .. tradotta in austriaca .. mia valutazione):
n.15 : AD .. B/C .. C
n.14 : TD .. C/D .. D
n. 6 : PD .. B .. B/C
n. 5 : TD .. C/D .. D
n. 7 : AD .. B/C .. D, forse D/E (luoghi simili in Železna kapla)
n. 8 : TD .. C/D .. D/E, punto E (simile al punto sulla nostra destra Zelenica)
n. 9 : AD .. B/C .. B/C
n.10 : TD+ .. tra C/D e D .. D/E o E
Stretta di Luina: F+ .. A/B .. B/C o C

le più difficili, che non ho fatto, sono sopra il parcheggio (entrambe strapiombano quasi 55 m):
Colpo di Strega : ED+ .. E .. secondo me E/F
Arcobaleno : ED+ .. E .. E/F, forse pure F (sembra più dura di C.d.Strega).. è vero che ha spit aggiuntivi accanto alla fune in certi punti, per cui è sicuramente più facile di Arena Variante in Austria

spero che queste informazioni vi siano utili.
Commenti:
janezs7329. 06. 2026 13:32:54
Spero che sia chiaro a tutti che l'ortofoto/immagine satellitare allegata non è un'immagine del passo Vršič, né una mappa del posizionamento più ampio (in basso a destra).
Niente di tutto questo è nemmeno approssimativamente simile alla situazione reale (guardate la posizione dei parcheggi, strade, curve, posizione della casa Tičarjev dom, cima del passo, ecc.).
Ogni commento è superfluo.
janezs7328. 06. 2026 19:57:23
Stavo pensando anche a questo percorso, Tone, ma alla fine non ero sicuro se ci fosse qualche sorpresa più difficile da qualche parte, quindi ho detto, probabilmente il crinale è il più facile (ho seguito lo stesso consiglio nelle pareti slovene e nei blog M&M).
janezs7328. 06. 2026 17:40:14
n3jc: dalla tua prima foto ho ritagliato la parte superiore del crestone e ho segnato il dettaglio che mi interessa - io sono andato in direzione della freccia sinistra (che per me era sicuramente più dura del II), mi chiedo però se in direzione della freccia destra sia più facile?
È quella parte che segue il sottile torrione sotto il gradino segnato nel crestone (nella foto non si vede bene).
Anche se la neve nella tua foto 3 mi confonde un po', penso non sia lo stesso dettaglio.
janezs7328. 06. 2026 16:10:57
Una domanda per gli esperti:
Due giorni fa ho scalato questo crinale dai Kukovi prodi alla Kukova špica. Nella parte più difficile (la mia uscita dalla sezione contrassegnata nella foto, vista quasi dalla cima del KŠ) in qualche modo non ho trovato un facile passaggio di difficoltà II a destra (lì c'era, visto dal basso verso l'alto, un camino rotto/una gola indistinta che da lontano mi sembrava più difficile della lastra a sinistra, dove poi sono arrivato alla spalla contrassegnata, ma questa sicuramente non era solo II - purtroppo non ho una foto dal basso), mi chiedo dove ho mancato il passaggio?
janezs7328. 06. 2026 15:45:41
Congratulazioni a tutti - I Rokavi non deludono mai!
janezs7314. 06. 2026 19:48:02
Certo LISAC. Vedo che l'anno scorso hai completato la 7ª tappa (quella ce l'ho ancora io in programma quest'anno), poi mi restano ancora due ultra difficili - la 2 e la 4. La domanda è quando raccoglierò il coraggio per quelle.
janezs7314. 06. 2026 15:17:36
Segui solo le tracce dei camosci (sono andate fino al ghiaione prima leggermente su, poi lentamente leggermente giù) in direzione verso i grandi ghiaioni. Ci sono però molte possibilità. Una traccia è andata giù prima, ma poiché ci sono salti in mezzo, non ci sono andato.
janezs7314. 06. 2026 10:36:32
Ieri una giornata meravigliosa o meglio una mattina sulla V tappa PP.

Alle 4:30 stavo già incontrando una famiglia di volpi, che mi ha seguito per quasi un'ora con evidente entusiasmo per il fascio della frontale. Il primo terzo delle cenge Rigljice e Rušice era quasi un'autostrada di tracce. Sembra che lì si siano recentemente spostati circa 1000 camosci. Altrimenti si potrebbe erroneamente concludere che (nello stile delle moderne idee folli) uno di loro avesse anche una pala o qualcosa di più motorizzato. Solo al sistema principale di canaloni (dove c'è la discesa sullo sfasciumo) le tracce scompaiono, ma si ricompongono sopra, così poi le ho seguite fino ai ghiaioni sotto Rušica. Sono loro molto grato per l'ultimo suggerimento, perché mi ha rivelato il vero sentiero verso i ghiaioni. Ho concluso la prima parte con una meritata colazione sotto il cuore con una vista meravigliosa sulle verticali dello Špik.

Il proseguimento fino alla ghiaia è più o meno "ognuno per sé", da lì l'unico passaggio possibile verso l'alto. Da questo lato non sembra ottimista, ma da dietro le cose sono logiche. Di nuovo il suggerimento sotto forma di tracce di migrazione dei camosci nel canalone è più che benvenuto.

Prima della tre ovviamente viste celestiali su tutte le alture percorse e scalate, pranzo un po' più in basso alle sorgenti.

Una giornata meravigliosa!

PS - la tre di nemmeno un anno è già dall'interno (sia pure in misura minore, ma comunque) parzialmente bruciata - bruciato l'angolo al contatto tra stufa e camino - sembra che alcuni non "sappiano" più fare i camini, altri non "capiscano" che in una stufa piccola non si deve caricare troppo. E anche la maniglia è follemente dura (a malapena sono riuscito ad aprire la porta)...
Il bivacco precedente è durato quasi un secolo, questo ovviamente no mrk pogled
janezs7312. 10. 2025 21:28:51
janezs7310. 10. 2025 09:06:26
Forse utile info sulla difficoltà di entrambe le ferrate Renke - la scorsa settimana sono passato per caso e le ho "guardate" da vicino.

La prima (più vecchia, più facile) è attrezzata in stile "francese" cioè con cavi lenti che hanno un'asola lenta in basso e che attutiscono le forze in caso di caduta. Vero per tratti verticali, per quelli più orizzontali (comuni qui) è fisicamente assurdo e fastidioso per alcuni. Comunque nonostante staffe la valutazione C/D è realistica - sono sempre strapiombi che pendono da un lato, quindi servono braccia forti nonostante staffe.

La seconda (più nuova, molto più dura) ha cavi tesi ovvio - senza supererebbe tutto ciò a cui siamo abituati in questa parte d'Europa (tranne variante Arena in AT). Prendete sul serio E - penso che la combo iniziale sia pure più dura. Ingresso molto strapiombante e quando spingi coi piedi sulla roccia, gambe così alte che forza sulle braccia tanta - come ogni tetto, spostare braccia richiede molta forza. Combo più dura della destra Zelenica, Gonžarica molto più facile. Movimenti simili sul lato estremo sinistro dell'ultimo segmento della ferrata nuova a Črna na Koroškem, ma lì il tratto simile è più lungo.
Il proseguo non molto più facile. Tratti D/E ma primo problema corpo sempre sospeso, secondo roccia scivolosa (penso polvere dal suolo che cola piano dall'alto con vento o pioggia, nonostante terreno ben assicurato sopra).
E ancora - una delle rare ferrate dove riposare sul longe su chiodi intermedi non facile per geometria, se su chiodi corpo di solito sopra cavo, non sicuro e difficile continuare. Questa ferrata è sfida sportiva seria.

Passi sicuri a tutti.
janezs7321. 09. 2025 17:11:21
Sabato è stato il giorno per questa bellezza all'estremo ovest delle Giulie. Dopo due anni stavolta da solo in questa immensa natura selvaggia. Durante la salita della rampa mi sono con piacere concesso alcuni passaggi più difficili, poiché la vetta non era in programma - l'obiettivo era la via stessa.
Con l'auto a Dunja il ritorno è stato naturalmente obbligatorio con discesa per Amalia e passaggio a Dunja.
janezs7313. 08. 2025 12:18:39
Descrizioni così belle invitano proprio lassù.. quest'anno sicuro di nuovo velik nasmeh
janezs739. 08. 2025 17:07:19
Ieri giro regale - da Kot (presto presto forzato dalle circostanze) a Gube e da lì via PP8 alla finestra e avanti a Luknja peč, poi avanti (quasi) a Temen e in cima a Rjavina. Discesa via sentiero assicurato a Pekel e poi a Kot.

Dei 4 tratti PP (1,3,6 e questo 8), mi è sembrato il più difficile. Per il passaggio corretto dalla foto 20 di HeavyBull dell'anno scorso alla spalla sud di Luknja peč ieri non ero all'altezza così ho deviato sul crinale, dove c'era "solo" arrampicata senza detrito sospeso impossibile che invita a spazzarti via.
Certo la discesa da Luknja peč non era lontana da quello, ma mi sembrava comunque gestibile zmeden.
Proprio prima di Temen in totale entusiasmo ho seguito troppo a lungo il bel sentiero originale PP e così ho cercato troppo tardi il canalino di salita, poi ho invertito e su per quello precedente (secondo me come Trobec e compagnia l'anno scorso, sua foto 22) - neanche questo era facile.

Su Rjavina meritato riposo dopo lunghe ore di ricerca, che stavolta a differenza delle precedenti su PP ha portato alla fine dell'etappa al primo tentativo velik nasmeh
janezs7324. 07. 2025 15:36:46
Temo che SVK non sia la causa del problema. È solo una risposta del mercato che si sta evolvendo. Può essere utile a molti (se c'è infrastruttura), ma inganna anche (se non c'è). E poiché questo mercato si sviluppa così com'è, ma l'infrastruttura no (si sviluppa), abbiamo un problema. Si tratta dell'aspettativa che si possano fare in sicurezza tour più difficili solo acquistando attrezzatura che dovrebbe compensare la mancanza di esperienza nel muoversi in quel terreno senza gravi conseguenze.

Poiché non credo che l'infrastruttura si svilupperà (diciamo cavi ininterrotti, probabilmente per vari motivi), sarebbe più facile segnalare che non c'è. Che quindi SVK è inutile e senza conoscenza le persone non torneranno a casa sane e salve.

Il casco però secondo me è obbligatorio ovunque qui da noi, perché su di te possono volare sassi. Io a volte lo tengo più a lungo in discesa per non far cuocere il sole sulla testa velik nasmeh.
janezs7324. 07. 2025 13:06:00
Vorrei aprire il problema di cosa sia un sentiero "attrezzato" - un problema su cui rifletto negli ultimi anni, quando (sempre più raramente e più per forza di necessità) mi avventuro su sentieri segnati. Il problema è nella popolazione completamente diversa che usa i nostri sentieri "attrezzati" oggi rispetto a 40 anni fa, mentre l'attrezzatura di questi sentieri resta uguale.

Descrivo i miei pensieri proprio dall'ultima escursione - traversata Mojstrovke, Travnik, Šit (fino qui chiaramente senza sentiero), che è finita con salita al Jalovec (da Škrbina) e discesa a Kotovo sedlo.

Un tempo eravamo abituati fin da piccoli a scalare vicino a chiodi rari e funi ancora più rare. Da bambini ci tempravamo su questi sentieri con genitori, nonni, compagni più esperti, in campi, corsi e ovviamente da soli. Soprattutto padroneggiavamo i nostri ripiani ombreggiati, placche, canalini ghiaiosi e canaloni e percepivamo creste slegate come normali.

Oggi chi va in montagna è una popolazione che per lo più manca di queste esperienze (nella memoria muscolare). Va al negozio per SVK, imbraco e casco e ottiene sensazione di sicurezza e completa prontezza per gite.

L'ultima salita al Jalovec e discesa da esso mi ha di nuovo invaso di orrore su quanto siano pericolosi i nostri sentieri attrezzati per persone non preparate a tali terreni. Soprattutto alla luce dell'attrezzatura di sentieri simili nei paesi vicini.

E da questo punto di vista la salita e discesa dal Jalovec spicca. Anche se per qualcuno è sentiero facile, vi prego astenetevi da tali commenti, perché oggettivamente questo sentiero non lo è e non lo sarà mai.

Secondo me questi sentieri andrebbero almeno ricategorizzati e dotati di cartello "sentieri segnati non attrezzati molto impegnativi", così la gente almeno penserebbe che forse non userà l'SVK da nessuna parte.

Qual è la vostra opinione?

(Lasciamo ora la parte formale, cosa servirebbe per qualcosa del genere).
         
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