Il delinquente torna sulla scena del delitto. Beh, non proprio un delinquente, per essere precisi, è solo un appassionato escursionista che si è di nuovo desiderato di cuore la Požgana Mlinarica. Proprio come tre anni fa e quasi lo stesso giorno. Sì, ama tantissimo quegli angoli solitari, remoti e selvaggi. E poiché si prevede che proprio quegli angoli dopo il 4 novembre, quando secondo voci verificate da dietro i banconi e altre fonti ufficiali su ordine della sindaca di Kranjska Gora inizierà a funzionare la rampa a pagamento all'ingresso di Vrata, saranno molto meno accessibili ai comuni mortali, l'uomo, profondamente sorpreso dalla saggezza popolare, non si tormenta troppo su cosa fare. Sa infatti che l'opportunità mancata non ritorna mai, e anche, meglio un passero in mano che un piccione sul tetto, e inoltre, non rimandare al 4 novembre ciò che puoi fare una settimana prima.
E così in questa mattina presto ha in mente di portare la sua bicicletta fino a Turkov rov, da dove gli amanti dello scialpinismo in inverno partono in salita verso Cmír, e chiuderla lì al cartello. L'uomo infatti pianifica un giro circolare, che secondo la logica escursionistica non è proprio quotidiano, ma piuttosto speciale, poiché ci vorrà un po' a piedi e un po' pedalando. Qualcosa del genere, solo un pochino meno freneticamente di come lo fanno i nostri eroi Pogi e Rogla, quando con gioia, piacere e trionfo riempiono i cuori della gente della terra al sud delle Alpi.
Poi l'uomo con l'auto torna a Mojstrana e verso Radovna fino alla deviazione per Kot, da dove a piedi si infila nella ripida verso Črna gora. Il rifugio crollato da qualche parte a 1200 m, per causa del quale della traccia non è rimasto niente, non disturba molto l'uomo temprato nei senza sentiero. Questo sapendo che tutte le vie portano a Roma, e dalla città eterna non è lontano ai prati di casa, e che è tutto solo un normale colpo di tosse felina, guarda su tutti i sette lati e a destra passando la triste immagine del crollo ligneo quasi a picco si fa strada fino al bivacco come per gioco. Là sorpresa. Fermo convinto che oggi lunedì lavorativo in beata solitudine e silenzio avrebbe solitato tutto il crinale fino alla Požgana Mlinarica e in valle fino alla bici chiusa, lo sorprende – guarda un po', accidenti, da dove è saltato fuori – un alpinista, che probabilmente pensava lo stesso. Come è bella abitudine tra escursionisti, parola su parola, e gli uomini dalla piena di parole presto indovinano che hanno intenzioni molto simili. Perciò si danno una mossa e marciano insieme nella stessa direzione. Fedele, che uno si chiama Roman, l'altro Miha. Poiché entrambi a prescindere dal nome hanno testa aperta, in più nature loquaci e quindi non lesinano la lingua, sul percorso oltre Črna gora, Predelov vrh, Lengarjeva glava, Požar e oltre Rušnata Mlinarica fino a Požgana, come si addice solo a uomini seri e solo loro sanno farlo, da uomini discutono di tutte le cose generalmente utili per vivere ed esistere. Per chiacchiere vuote, cibo preferito dove piume e becchi si accalcano in abbondanza, non gli importa niente. Il sentiero di cresta è lungo come un serpente primaverile, qua e là serve un pizzico di abilità manuale con la roccia, perché l'alpinista non si ribalti accidentalmente in un triste irreparabile, ma in tale piacevole compagnia il cammino è passato veloce.
Sebbene gli uomini inizialmente intendessero scendere dalla Požgana Mlinarica ognuno per la sua via, alla fine si sono accordati di prendere la stessa (Planica – Pokljuka) verso Vrata. Dopo un'ora e mezza arrivano alla strada, dove la bici aspetta uno di loro, l'altro purtroppo ha dovuto camminare fino a Mojstrana. Prima di andare ognuno per i fatti suoi, gli uomini si stringono la mano e si salutano. Miha inforca la bici e dopo una buona mezz'ora all'auto registra la salsiccia che si è accumulata in 21 km di lunghezza e ben 1587 m di dislivello.
