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jerque / Ultimi messaggi

jerque - Ultimi messaggi

Discussioni avviate:
jerque3. 10. 2025 21:35:48
Per una "fuga" mattutina è stata scelta la valle della Kamniška Bistrica. Partendo dalla cascata Orglice, di cui altrove si è già detto abbastanza e non ho nulla di essenziale da aggiungere. Seguita la forra Predaselj o Predoselj, si trovano entrambe le varianti del nome, da un cartello la seconda usata in passato. Sorprendentemente la ricerca del forum non trova nulla né per l'una né per l'altra, perciò mi sono messo a scrivere, magari utile a qualcuno. Si tratta di una forra molto stretta e abbastanza profonda scavata dalla Kamniška Bistrica poco dopo la sorgente. Essendo così stretta non si può fare un sentiero dentro come a Vintgar, ma si può osservare in vari punti, per lo più dall'alto, nella parte sud si può scendere sicuro fino al greto. Dovrebbe dividersi in settentrionale Veliki e meridionale Mali Predaselj, non so esattamente dove sia il confine.

Partenza dal parcheggio Firštova miza, raggiunto guidando circa 400 m oltre il parcheggio Orglice, Predaselj ecc. e visto a sinistra, riconoscibile per il piccolo trasformatore. Comunque il parcheggio è gratis per ora grande sorriso. Non sapevo che da lì parta una strada oltre il ponte subito all'area giochi, tavoli ecc., parcheggio possibile lì, cartello sulla forra. Ma se lo avessi saputo probabilmente non potevo imparare sulla nadvojvodova miza.

Dopo aver visto il tavolo menzionato, non si va per la strada laterale ma al trasformatore si cerca il sentiero che presto porta all'incrocio dei sentieri ufficiali. Per i "forraioli" le indicazioni dicono poco, quindi a sinistra, sentiero con lieve discesa al ponticello di legno sopra la forra. Che si poteva facilmente mancare se non si sente il rumore profondo sotto. grande sorriso Subito dopo il ponte nuovo bivio. Ancora a sinistra e con cautela (!) giù per scalini nel pendio ripido in un "anfiteatro" poco più largo, in realtà al livello del fiume. Per gli instagrammer questo è, bene vedere e immortalare come il fiume smeraldo tipo Soča esce dalla forra strettissima e subito sotto il "ponte naturale" breve o che sia. Basta deviare dal sentiero alla ghiaia, per foto migliori porta stivali da pesca e spera che il livello del fiume non sia alto dopo la pioggia grande sorriso. Subito nuovi scalini su nuova roccia giù dove la forra finisce. Ma la vista non è spettacolare, roccia blocca parzialmente il ponte naturale. Non sono andato oltre, la mappa dice che il sentiero continua sulla sponda destra della Kamniška Bistrica, prossimo ponte vicino alla funivia della Velika Planina.

Quindi ritorno attraverso l'"anfiteatro" al ponticello, sebbene le indicazioni ufficiali portino via dal fiume, resto sul sentiero proprio al bordo della forra all'inizio. Qualche volta si vede oltre il bordo al fondo, ma forra così stretta/profonda il fondo più intuito che visto. Nessuna protezione, ma buon senso non pericoloso. Il sentiero finisce improvvisamente con una "base" letterale al bordo del precipizio. Non abbastanza "coraggio" per salirci, tutti i like del mondo su/giù. Gira lì, poi prima diramazione a destra al sentiero verso l'area giochi/tavoli menzionati. Cartelli dicono ~mezz'ora a "Pri Jurju", indicazioni Mala izvirska pot provano a deviare un po' dalla forra, ma pure accanto c'è sentiero con viste giù, non protetto salvo piccolo cartello mono-lingua pericolo mortale precipizio, ma ancora nessun pericolo reale se non spingi volontariamente al bordo.

Così arriviamo a curva notevole fine nord forra, sentiero si unisce all'ufficiale e scende un po' verso il fiume. Continuazione un po' più brutta da camminare, arrampichiamo rocce, attraversiamo letti affluenti laterali finché raggiungiamo prato vicino Pri Jurju. Poco oltre ex "weekend" luogo Aleksander da Plečnik su suo ordine. Cartello dice oggetto protocollare oggi, ma non "lusso" come Strmol. Da lì non lontano alla sorgente Kamniška Bistrica e rifugio...

Come detto, con buon senso contadino sentiero lungo forra non pericoloso, tratto a "Jurja" un po' più scomodo, comunque calzatura escursionistica adeguata obbligatoria. Intorno rifugio sorgente KB incontrato più gente campione, ritorno papà bimbo quel playground, e basta, valle laterale Orglice nessuna anima viva. Penso coincidenza fredda fuori stagione giorno feriale ore prime...
jerque6. 03. 2025 12:10:58
Visto che il forum si chiama “condizioni”, prima un rapido riassunto per chi non ha voglia di leggere “romanzi”. Più importante: il sentiero lungo l'Idrijca verso monte fino alle cosiddette klavže di Mrak o klavže sull'Idrijca è ancora chiuso per frana (da Google Streetview almeno da ottobre scorso), non so quando riparato, chi vuole arrivare proprio lì può provare ad “attaccarle” da Vojsko (con un po' di combinatoria si collegano pure alle Kanomelske) o persino per sentieri segnati dal Bosco di Trnovo (credo passando vari Golaki). Ma entrambe le klavže sulla Belca sono facilmente raggiungibili senza problemi: quelle di Brus e Putrih. Il giro ad anello oltre Krekovše dal campeggio Lajšt alla confluenza Belca e Idrijca è facile, sicuro (almeno finché non cerchiamo angoli “instagram” proprio alle klavže), adatto praticamente a tutti, su strade forestali ghiaiate per lo più con tratti asfaltati, ghiaia ottima senza buche, si potrebbe fare pure in bici da strada. Purtroppo è anche amica dei quad che ci possono impolverare bene al “momento sbagliato” (stagione turistica, weekend). Perciò abbiamo pianificato un lunedì morto, oltre il “confine della civiltà” a Idrijska Bela non abbiamo incontrato anima viva. Con pianificazione davvero sfortunata (weekend estivi, più sotto) ci possono sorprendere con parcheggio alla bohinj. Con cui i sindaci promuovono solo “intrusione sostenibile” del metallo più in profondità nella natura... Strano, le klavže non sono ancora tra gli escursioni, l'ho già corretto e aspetta approvazione.

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Ecco il riassunto, ora al chiacchiericcio per chi ha voglia di leggere nasmeh. Il Lago Selvaggio non è proprio patrimonio tecnico, ma se è sul percorso e facile da raggiungere, forse pure troppo… Precisando, non è un lago classico, ma più una risorgiva carsica del fiume sloveno più corto Jezernica, simile alle “finestre” di Retovje presso Vrhnika. Speravamo in segreto che con pioggia recente e fusione neve ribollisse come dice il nome, ma… evidentemente bisogna precipitarsi subito dopo un forte temporale. Comunque, a Podroteja deviamo dalla strada principale tra Idrija e Godovič, presto ponte su Jezernica e subito dopo piccolo parcheggio a destra. Senza posti segnati, capacità dipende dalle nostre abilità a Tetris. Due brevi vie al lago, una per sponda Jezernica, ma proprio sotto la maestosa parete (ca. 100m credo) il terreno non permette nessuna. Via settentrionale vintgar-facile, percorribile pure in ciabatte, meridionale richiede scarpe adatte: prima scala irregolare su roccia, poi terreno irregolare. Con livello non alto si aggira la recinzione in fondo e quasi alla parete. Lo sifone famoso non lo vediamo comunque. Il mio occhio d'aquila da occhialuto nasmeh non ha visto belvedere sulla parete, se qualcuno sa di accesso meno ufficiale e sicuro dalla vecchia “francese” o sentiero feldbahn, mi raccomando. Solo questo, spazio limitato richiede grandangolo per immortalare maestoso, vale studiare app foto sul telefono prima. E provare a visitare senza foglie sugli alberi.

Dal Lago Selvaggio a Idrijska Bela strada ca. 6 km in gola stretta. Non solo gola, strada stretta e spesso non passa due auto. Curva cieca ovunque, attenzione a cosa c'è dietro. Lungo strada qualche parcheggio per pochi veicoli, soliti ponti che dalla nostra parte continuano in sentierini su ripido pendio. Dall'altra sponda Idrijca mappa indica sentiero pedonale, fino diga Kobila poco oltre Jezernica si chiama Sentiero dai gamberi e sostituisce il parco urbano di Idrija, oltre… visto runner sulla strada, sentiero non proprio per quello… Qualcuno sa se nei tratti più stretti offre viste simili alla strada?

Attraverso Idrijska Bela seguiamo principale, zona 30 indica avvicinamento a Lajšt alla confluenza Belca-Idrijca. Come detto, vari parcheggi adatti pure per giri. Primo a sinistra chiuso barriera, aperti due subito dopo ponte legno su Idrijca. Quello a destra più naturale, con isola ecologica. All'alba prevedibile soli (nemmeno camper notturni cacciati), sorprendente auto sola anche al ritorno a mezzogiorno. E se “luogo sbagliato momento sbagliato”, costa caro. Tariffa unica, gratis quasi sempre, luglio-agosto weekend e feste (Assunzione 15 ago) ora 3€ esatti. O così l'anno scorso, tempo per cambiare ordinanze. Considera che solo klavže min 2h andata/ritorno… Per confronto, stesso prezzo Bohinj più famoso, articoli estate scorsa contro “usura bohinj”. Pagamento solo app con 15% extra utenti. App tenta 24/7 (“controlli regolari, incassi senza costi parcometro”). Folle weekend estivi vere (si nota su strada stretta)? Almeno bus gratis da Idrija e Črni Vrh ultimi anni.

Un tempo diverso, perciò klavže per legno via acqua, secolo fa Italiani rete strade forestali “pensionate” klavže per mezzo secolo prima fine miniere. Percorso su belle larghe strade, fine Idrijska Bela diventano forestali, ghiaia buona senza buche, tratti asfalto casuali (se asfaltare, partire da un capo?). Da partenza su Belca (sinistra nel paese). A piedi senza disturbi, più chance osservare, valle gorge-like rivela canali ecc. attraverso alberi nudi. Poco oltre paese cascata piccola opposto, ponte perfetto prima. Vista non ispira fiducia, prima 80kg su prima tavola dubbi crescono. No, nemmeno Peričnik vale rischio caduta in torrent basso, fortuna ottiche, compatta zoom 30x ma alberi disturbano autofocus, manuale da imparare mrk pogled. Babji zob si “pubblicizza”, “ago” oltre ponte. Sentiero si tira, ora 1h non pensionato da inizio finalmente Brus o Belčne klavže. Tabelle dicono “le” klavže, più vicine Idrija per turisti “checklist”. Prima arrivo discesa torrent (attenzione!!!) per foto “instagram”, rivelano cascate basse. Attraverso diga altro lato, scale ripido pendio. Attenzione. Recinto sì, ma scivolata (foto angles) sotto “labbro” verticale in Belca metri sotto! Scale a spazio basso presso “tunnel”. Accesso alto livello? Da vedere. Per dietro, non pendio ripido, strada 100m via diramazione sinistra piano Belca quasi “tunnel”.

Strada su Belca entra gola stretta, “ago” sopra curva sinistra. Vista alpina parete verticale, Putrih o cima vicina. 25min da Brus Putrih klavže. Cascata naturale prima? Più alte di Brus. Discesa pericolosa, alberi/roccia coprono. Accessorie minori, descrizione scarna. Scale strette ai tunnel (bassi attenzione testa!). Accesso Belca dietro.

Poco all'origine Belca, ufficiale inaccessibile. Dopo klavže 180° salita cresta divisoria. Senza foglie vista klavže, 20min Krekovše. Sella, ripido Vrh Bata, moderato Osrednik, boscati. Paesino case, prima destra capanna caccia Krekovše. No orari, tavoli panche, almeno pranzo portato.

Krekovše incrocio. Diretto Brus (ritorno Belca), scorciatoia Idrijca, scelto variante lunga forestale vista, traversa torrent, discesa Idrijca breve su poi ponte. Dopo biforcazione. Sinistra Idrijca klavže, ma solo 1.7km aperta, resto chiuso. Destra presto Lauf Idrijski, prima ferrovia forestale mondo. Esaurito legname fiumi, tagli lontano, trasporto “lesenica”. Modulari fino fine klavže secolo fa.

Idrijca mostra bellezze, punti panoramici, smeraldo come Soča nasmeh. Torrenti pittoreschi, piccolo salto dopo ponte, cascata stupenda verticale. Torrent occasionale altrimenti attrazione. 10min Lajšt, 1.5h Krekovše incl. lauf.

Ritorno poco traffico. Parcheggi vuoti anche Divje, soste rapide (vietate regole). Uno ponte Strug (accesso climbing), altro feldbahn discesa strada. Sentiero lista desideri, infastidito avvisi difficoltà inizio Idrija…

Podroteja quasi svincolo, parcheggio cappella ok. Scale ripide bunker Muro Alpino interbellico. Torcia sempre, inciampo cassette dentro. Iscrizioni italiane (postume???), coord utili GPS no nasmeh. Latrina usata letterale, soldati “čučavac”. Viveri accanto nasmeh. Scale cupola osservazione, api vicine. Sopra prato altro bunker? Recinto strada, accesso possibile?
Commenti:
jerque26. 02. 2026 18:33:57
Ieri per la prima volta nella valle del Glinščica zadrega. Sul lato "italiano", perché sul lato sloveno pare che valgano restrizioni di movimento fino al completamento della seconda linea ferroviaria, e con l'attuale comprensione italiana di Schengen non si può essere del tutto sicuri di quanto sia legale attraversare il confine su certi sentieri caprini. Che dire, il canyon è davvero magnifico, a molti follower lo si potrebbe "vendere" come alpino velik nasmeh, per chi come noi non è proprio amante della neve, è una buona opzione invernale per testare la forma fisica e rinfrescare la tecnica su terreno un po' più impegnativo. L'intero'area del canyon si trova sul territorio etnico sloveno (e anche con vari cartelli la bilingualità sembra funzionare), quindi mi pare giusto usare consistentemente i nomi sloveni e magari solo alla prima menzione indicare quello italiano per una migliore orientazione sulle mappe internazionali.

I sentieri preferiti sembrano il sentiero da passeggio dalla baita Premuda a Gornji Konec (it. Bagnoli Superiore) o Boljunec (it. Bagnoli della Rosandra) verso Botač (it. Bottazzo), dove sembra si possa fare persino con scarpe "cittadine", e il sentiero ciclabile-pedonale lungo il tracciato della ex linea ferroviaria da Trieste a Kozina, che sale sul versante settentrionale del canyon (la pendenza è pare fino a ca. 32 per mille), proprio prima del confine fa una curva a S passando per Draga e poi entra in Slovenia. Questo sentiero è intitolato al ciclista triestino Giordano Cottur, che nel periodo subito prima e dopo la II GM ottenne alcuni bei successi al Giro, in due punti dove l'ho visto c'è un ottimo sterrato (quindi probabilmente fattibile anche con una "strada"), c'era un bel po' di traffico per un giorno feriale, ma tutti senza eccezione andavano abbastanza piano, quindi probabilmente nessun "incontro ravvicinato" con i "pedoni". Sulla traccia ci sono anche alcuni tunnel, ma tutti abbastanza corti da non necessitare torcia di giorno.

Per chi viene dalla regione costiera il punto d'ingresso più adatto è probabilmente Boljunec o Gornji Konec (pare che lì il regime di parcheggio sia molto complicato e dipenda dai "feste", che per legge italiana includono tutte le domeniche), per chi viene da altre parti della Slovenia è più comodo uscire dall'autostrada Primorska a Kozina, passare il valico di Krvavi Potok (ovviamente, non c'è vero controllo, il poliziotto italiano saluta gentilmente tutti i non sospetti per proseguire), al primo bivio serio svoltare a sinistra verso Jezero (it. San Lorenzo) e subito dopo il tratto più stretto della strada nel villaggio sulla sinistra vediamo un parcheggio proprio al punto panoramico, che permette anche a invalidi e meno mobili di farsi un'idea del canyon. Poco più avanti a sinistra c'è un altro parcheggio sterrato vicino a un altro punto panoramico. Ovvio che entrambi sono gratuiti e senza limiti di tempo, a metà giornata feriale ce n'erano solo un numero simbolico in totale, bilanciati tra targhe italiane e slovene, qualcuna con targhe it. era parcheggiata anche accanto alla chiesetta del villaggio, dove evidentemente non è vietato.

Qualsiasi carta escursionistica mostra che in quest'area ci sono un sacco di sentieri ufficiali e contrassegnati in un modo o nell'altro, impossibile farli tutti in una volta. Per chi è lì la prima volta e vuole viste per future visite, punti foto adatti e almeno un po' di patrimonio culturale, la traccia più rappresentativa mi è sembrata dalla chiesa di San Lorenzo lungo il bordo settentrionale passando la parete Stena (gli italiani non l'hanno nemmeno "tradotta" ma hanno aggiunto Monte davanti), discesa al sentiero ciclabile e poi a Botač, quindi sul "sentiero da passeggio" verso Premuda con deviazioni verso la cascata Supet (secondo alcune fonti it. Cascata di Val Rosandra) e la chiesa di Santa Maria sulle Rocce (it. Santa Maria in Siaris), poi proprio prima di "Premuda" deviazione per la salita al castello di Muhov (it. Castello di Moccò) e poi passando gli Hrvati (it. Hervati) sul sentiero non segnato più vicino al punto panoramico di Jezero.

Già sulla parte tecnicamente più facile lungo il bordo fino a Stena la scelta di scarponi veri si è rivelata giusta, dopo naturalmente ancora di più. Il bordo settentrionale è un po' più alto di quello meridionale e così oltre Trieste e Milje ci si può guardare bene il canyon stesso e il lato opposto, spicca soprattutto la cresta dove c'è anche Cippo Comici (la cresta ha un nome?), sul suo pendio ripido Santa Maria sulle Rocce invita proprio a provare i teleobiettivi.

Da qualche parte su Stena finisce la parte di riscaldamento della "passeggiata" e inizia la discesa, prima a "Cottur", dove notiamo le tabelle che è tracciato proprio al confine. Cercando punti panoramici adatti mi allontano un po' sul sentiero. E ovvio incontro capre, magari le stesse che settimane fa sul Socerb mi hanno leccato bene l'auto. Proprio sul tratto dove un cartello multilingue avverte di caduta massi e animali selvatici, disegnata proprio una capra. Da un punto adatto guardo da lontano anche Tabor sopra Botač sul lato sloveno del confine, ma sembra ci siano solo muri e tutto intorno invaso dalla vegetazione, quindi non rischio "attraversamenti illegali" e lo salto. Più per curiosità salgo velocemente alla "cantina del vino", che è anche sul territorio sloveno, dal prevalente inglese (e zero italiano) deduco che qualcuno punta soprattutto su turisti da "paesi terzi".

Poi al punto di riposo, dove si stacca il sentiero che scende a Botač, che mostra che nonostante la posizione isolata lì c'è ancora un po' di vita. Curioso, quando tempo fa camminavo su Osp, Socerb ecc., ho notato parecchi cartelli monolingue "proprietà privata" o "attenti al cane", a Botač proprio sul lato italiano del confine però da una casa cartello monolingue "attenzione al cane", qualcun altro ha comprato una cassetta postale italiana con "posta" e a mano sopra la S ha aggiunto il tettuccio... Il primo ponticello nel villaggio porta sul lato sloveno del confine, perché subito ci accoglie una "recinzione" nei colori della loro tricolore, accanto una casetta che probabilmente era una volta una garitta o posto di confine. Il nostro sentiero va così per qualche metro sulla strada finché a sinistra non si stacca un nuovo sentiero passando rovine, probabilmente un mulino, sul ponte sopra la confluenza di Grižnik e Glinščica, poi quel "sentiero da passeggio" menzionato fino a "Premuda". Se finora non ho incontrato anima viva (non contando ciclisti e qualche runner su "Cottur"), ora è diverso, perché incontro sempre più gente in senso opposto... difficile chiamarli tutti escursionisti, molti sembrano più passeggiatori o accompagnatori di animaletti a quattro zampe, perché con l'attrezzatura classica da escursionista sembro esotico. Curioso, al mio saluto bilingue sorprendentemente molti rispondono in sloveno. Ma andiamo con ordine. Quando il sentiero raggiunge la frana, se guardiamo un po' intorno invece che agli schermi, notiamo la cascata Supet. E come per magia, si stacca verso il basso un "sentiero" mal fatto; prima che diventi troppo ripido, con un po' di attenzione (e scarpe adatte) si raggiunge il punto dove la cascata si offre su un piatto d'argento.

Al ritorno sul sentiero presto una deviazione non segnata a sinistra verso Santa Maria sulle Rocce. Uff, questo approccio orientale è piuttosto ripido e tecnico, da noi ci sarebbe già la "cordicella". Ma con scarpe giuste non è un gran problema. Alla chiesa chiusa ci sono rocce che invitano al riposo, all'osservazione degli uccelli e magari uno spuntino. Contrariamente alle aspettative, da lì non si vede la cascata, in realtà solo la parte alta, il resto è coperto da una paretina. Per fortuna l'approccio occidentale e segnato alla chiesa è molto meno tecnico e più a zig-zag. Al ritorno sul sentiero principale trovo un'altra breve deviazione "battuta" verso il basso, da dove si ha una vista ancora più tele su tutta la cascata. Ma quando torno sul sentiero e passo la deviazione per la chiesa, c'è... un cartello un po' rovinato e pieno di adesivi, ma ancora chiaramente che proibisce l'avvicinamento alla cascata. Quindi ho commesso almeno due infrazioni inconsapevolmente, perché dall'altro lato non c'era sicuramente un tale cartello. Chissà, forse i manutentori pensano che chi arriva a Botač da altri sentieri sia abbastanza attrezzato ed esperto da giudicare da sé fino a dove spingersi... velik nasmehvelik nasmehvelik nasmeh

Di nuovo sull'"autostrada" verso "Premuda". Con un occhio guardo preoccupato due case in alto sul pendio, che so essere di Jezero (dove comunque bisogna arrivare), con l'altro un altro "collinetta" ripida, di cui sono sicuro sia il castello di Muhov. Intanto il sentiero si avvicina alla Glinščica e presto dopo un piccolo punto di riposo la mappa dice di deviare. Prima però attraverso la Glinščica. Niente ponte, ma con livello normale si entra nella parte più bassa del fiume (e si testa in pratica le affermazioni del produttore sulla impermeabilità delle scarpe velik nasmeh), da dove si può salire su una roccia sull'altra sponda. Poi solo ripidamente in su su sentiero poco battuto sul pendio nudo (non consiglio col caldo estivo), nell'ultima parte su roccia liscia. Con suole adatte ce la si fa, con bagnato però non mi fiderei. Lo sforzo è ripagato da un punto panoramico ufficiale semicircolare, da cui Gornji Konec e Boljunec sono come su un palmo, figuriamoci il canyon. Da qui un bel sentiero pianeggiante mi porterebbe vicino a Zabrežec (it. Moccò), io però prendo quello poco battuto dritto in cima... per scoprire che del castello resta solo un muro tra gli alberi. Verso Zabrežec scendo su un sentiero boscoso altrimenti OK, tranne schivare un albero caduto. Un sentiero ufficiale segnato si unirebbe a "Cottur" da "chissà dove", così con la mappa trovo uno più diretto che passa "Cottur" in sottopasso e arriva agli Hrvati. Proprio prima della prima casa nuova deviazione su un sentiero che la mappa chiama "Biscottone Trail", che con ripida salita aggira in qualche modo la parete e raggiunge il punto panoramico di Jezero, architettonicamente uguale a quello del castello di Muhov. Da qui non è lontano alla strada e Jezero.

Comunque, le foto sono per lo più "grezzze" e andrebbero ulteriormente elaborate, il che richiede tempo.
jerque31. 01. 2026 08:58:17
Quei resti sopra Soriska planina (Lajnar, entrambi Slatnik, Možic, caserma intermedia ora stalla per pecore, e altro fino a Vrh Bače....) sono Vallo Alpino o Alpski zid, cioè versione italiana della linea Rupnik. Tutto elencato anche sul ex lato italiano della frontiera Rapallo. Ci sono cartelli alla maggior parte come parte del sentiero tematico.

Per importanza di Soriska planina gli italiani espressamente ottennero che fosse loro e il territorio lì sporgeva un po'. Il confine da Baška grapa lungo pendici sud di Sp. Bohinj gora fino a Dravh, ultimi metri strada da Sorica (evid., quella da Bohinj post-bellica) come odierni parcheggi presso seggiovia e skilift letteralmente sulla frontiera, poi confine via Šavnik ovest così Bohinj ancora a sud... Dettagli su https://www.rapalskameja.si/zemljevid-in-podatki/ Pietre di confine (principale su Dravh) penso non più oggi.

Linee Rupnik di norma non costruite proprio al confine. Da Soriska su sentiero segnato a Ratitovec si notano alcuni piccoli bunker stessa/similare sagoma. Primo nascosto a sinistra del sentiero nel bosco poco prima che il sentiero sotto Kremant lasci il bosco l'ultima volta, uno fotogenico dove si unisce sentiero da Sorica/Danj, alcuni sotto cima Altemaver se sentiero che lo aggira, due non belli anche su Gladki Vrh sopra Krekova koča. Tutti che conosco segnati su mappe basate su OSM, es. Mapy.com
jerque21. 01. 2026 15:38:59
Mentre vagavo intorno a Socerb (quello più famoso sul ciglio del Carso con vista su Trieste) sono incappato in una scena nei dintorni immediati del castello che mi sarei aspettato più nelle Alpi. Ho infatti incontrato più volte dei giovani animali simili a capre con corna insolite. Prima nella parete verticale stessa, poi li ho incontrati proprio sul sentiero. Visto l'affollamento e la popolarità del posto, sono evidentemente abituati alle persone, non fuggono davanti a loro ma si ritirano solo a una distanza di sicurezza adeguata, nella parete si sentono abbastanza al sicuro da non scappare, alcuni addirittura posano e non si lasciano disturbare troppo. Probabilmente sono loro gli escrementi a forma di palline, che sono ovunque lì. Alla fine li ho dovuti "scacciare" (o si sono ritirati da soli quando mi sono avvicinato) dalla mia auto, che leccavano con entusiasmo, specialmente le gomme erano tutte bagnate.

Quindi, che animali sono questi, e cosa gli piaceva tanto dell'auto? Se qualcuno si fosse sentito minacciato e uno di loro avesse attaccato con quelle corna, probabilmente non sarebbe finita bene...
jerque15. 12. 2025 21:35:04
Recentemente ho camminato sotto il Kraški rob e specialmente a Hrastovlje, da dove è scattata la foto, questa parete sporgente proprio sul Kraški rob mi ha "eccitato" parecchio. È forse Jampršnik? Generate a panorama da Hrastovlje mi mostra solo alcune colline più basse ancora prima del bordo, il Dr. Google mi trova solo foto di Jampršnik dal lato sud, dove appare similmente semicircolare, ma per sicurezza preferisco chiedere.

Qualunque cosa sia, se si può arrivare lì a piedi (cioè senza l'arrampicata popolare in quelle zone) e legalmente (cioè non su sentieri non segnati, possibilmente anche attraverso terreni privati), le viste sarebbero "da urlo"...
jerque2. 12. 2025 15:00:25
Chi ha rimpianto la funivia potrà prenderla già venerdì, se passerà l'ispezione tecnica prima.
https://n1info.si/novice/slovenija/nihalka-na-veliko-planino-popravljena-ponovno-bi-lahko-zacela-obratovati-ze-v-petek/
jerque6. 11. 2025 21:30:42
Rapporto di oggi dalla visita a entrambe le cascate. Chi penserebbe che anche la famosa Gozd Martuljek turistica possa offrire esperienze boutique, inteso che hai qualcosa praticamente per te solo. Beh, a novembre evidentemente possibile, perché sorprendentemente non ho incontrato letteralmente nessuno, e se aggiunge il tempo idilliaco degli ultimi giorni... Comunque, cartelli direzionali per cascate sempre per numeri. Inferiore 1, superiore 2.

All'alba parcheggio al Triangolo, che miracolosamente ancora gratis, tanto spazio. Anche al ritorno verso mezzogiorno probabilmente posto libero. Allora ho sbirciato i due parcheggi a pagamento 24/7 dall'altra parte della Sava Dolinka, completamente vuoti.

Giorni passati ho osservato area Kamniško sedlo persa "veste bianca", anche in autostrada Gorenjska sbirciato cime, persino Stol e Begunjščica nude, arrivo Gozd Martuljek mi ha sorpreso che su pendici nord neve arrivava quasi al fondo "piramide" Špik. Fortuna obiettivo non così alto e tutto sentiero in condizioni asciutte. Qui e là (es. intorno baita Ing) odorato d'inverno perché sale imbiancato dintorni. In tali condizioni legno umido presto scivoloso e attenzione su ponti legno o assi su corsi d'acqua.

Piano prima sul sentiero escursionistico segnato più diretto verso bivacco Za Akom (non gola) raggiungere bivio segnato poi cascata superiore, durante salita luce sufficiente per foto, poi a inferiore e ritorno gola. Già prima inizio salita, a incrocio "oglarska kopa", avviso che sentiero a 2. (superiore) cascata come chiuso. Decido andare comunque finché possibile o sicuro, intanto godermi gruppo Špik e poco "sport". Comunque lungo sentiero ancora cartello bivacco Za Akom in ricostruzione ma giorni fa media nuovo da materiali riciclati pirovski piksen. Avvisi chiusura sentiero cascata più nirgendwo. Beh tranne alberi caduti facilmente aggirati sentiero normale, dopo bivio cascata prime "corde" più decorative, discesa gola esperienza quasi-ferrata utile, ponticello metallo ferro su torrente per cartello pochi anni "sta come pietra roccia osso". Poco prima ponte diramazione destra, chiodi piantati parete, altezza mani bulloni anello ma no "corda". In realtà non so dove porta e se motivo "chiusura". Dal ponte non ancora vede curva cascata, poco avanti ancora bulloni, salgo punto panoramico dove ben visibile, ma dopo pioggia aspettavo più abbondante. Da roccia accessibile sicura vicina ben si vede altro cascata cade da cima parete (o solo gradino più alto stessa?). Più avanti viste "corde" ma letto prima pericoloso esigente, soddisfatto così. Del resto da distanza grandangolo appena bastava, e domanda come elettronica portata resisterebbe spruzzi intorno piscina sicura piena...

Ritorno prima stessa via, presto diramazione cappella Finžgar poco avanti Ing. O non funziona novembre o troppo presto, nessuno vivo lì, ma viste divine su Špik e Kukova špica, non sorprenderebbe prezzi "orefice". Poi su sentiero ufficiale a bivio segnato per 1. cascata dove cartello richiede attrezzatura adeguata. Sentiero stretto grezzo davvero ripido in pochi tornanti scende, intanto alberi caduti e guadi torrenti fino luogo primo sguardo cascata inferiore, piuttosto maestosa data pioggia giorni fa e benché non vicina spruzzi arrivano osservatorio. Poco discesa più passerelle vista cascata (comunque se sensori visite veri sfruttato lusso camminato avanti indietro parecchio cercando posti, questione quante volte contato velik nasmeh). Dopo attraversamento torrente già sentiero molto migliore attraverso gola stessa. Per forum passato distrutto più volte lungo chiuso, oggi bello facile probabilmente gran parte traffico turistico entrambe direzioni. Da qualche parte lungo sentiero letto torrente si allarga torrente scorre bordo sinistro resto pieno "omini". Piuttosto credo pioggia recente non così forte lavarli via che costruiti tanti nuovi pochi giorni. Poi nuova passerella e solo lì su cartello leggere su cascate. Dopo passerella presto di nuovo oglarska kopa.

Alcune foto non elaborate, troppi dettagli sentiero no perché percorribile come sempre.
jerque4. 11. 2025 20:56:40
Tra il 1 novembre e il 31 marzo sia il parcheggio che l'ingresso sono ancora gratuiti. Nessuna barriera, recinzione ecc. da nessuna parte, solo nessuno nella casetta per l'incasso e anche sui parcheggi subito dopo il ponte di Napoleone è chiaramente scritto che in questo periodo non c'è parcheggio a pagamento, persino Easypark vuole addebitare 0,00€ per quei parcheggi. E non c'erano turisti affatto, in realtà ho incontrato solo qualche contadino e mucche intorno a Magozd (dove sono andato dalla cascata sul sentiero tematico "Lungo la Soča attraverso la gola di Kobarid", progettato dall'associazione Valle del Soča) e quello era tutto. Su alcuni forum stranieri si menziona la possibilità di evitare il biglietto, girare a sinistra verso Magozd alla cascata più piccola, sul prato poi cercare il sentierino che scende nella gola un po' dietro ai cassieri. Volevo usarlo per una scorciatoia verso Magozd, ma da qualche parte al confine tra bosco e prato c'è una recinzione con scritta proprietà privata. Ovviamente qualcuno ne aveva abbastanza del calpestio di quei furbetti....

Ero lì oggi, circa 24h dopo forte pioggia. Mi interessa se c'erano "condizioni straordinarie" rispetto all'ordinario. La Soča era sicuramente una figlia più torbida delle montagne (mi è piaciuto di più il torrente Kozjak), la cascata più piccola era notevolmente più abbondante che nei materiali promozionali, quella più grande non tanto (a meno che una parte non fosse nascosta dietro la crepa), ma la pozza era notevolmente più schiumosa.

Ma il sentiero verso quella più grande non è stato affatto facile. Dopo la casetta prima un mezzo ponte che scende proprio in mezzo al greto, lì camminiamo sulle pietre dentro (sappiamo quanto scivolano quando bagnate), per fortuna l'intuizione mi ha suggerito di mettere stivali alti "top sh*t" "per il Krn o anche più in alto" e ho sfruttato la loro impermeabilità. Poi di nuovo sull'altro mezzo ponte sullo stesso lato, poi quasi ferrata, cioè "cavo" sopra il greto (se l'acqua sul bordo fosse stata almeno un po' più bassa, sarei entrato volentieri), e tale da richiedere parecchia esperienza (grazie a Dio per certe suole italiane con logo ottagonale giallo-arancio, probabilmente avrei pensato all'SVK se l'avessi avuto), così non mi sono fatto un bagno involontario nel torrente e ho raggiunto quel "balcone" panoramico finale. Sul serio, se le cose sono solo a metà così anche in estate, come fanno tutte quelle orde di turisti (probabilmente non così "estremamente" attrezzati) ad arrivare fin lì. E nessuna avvertenza sulle tabelle informative (tranne non buttare rifiuti e distruggere la natura), dall'altro canto la Polizia con il GRS mette volentieri avvisi sull'attrezzatura adeguata anche su sentieri meno tecnici nelle Alpi.

Qualche foto non elaborata dalla gola e forse qualcuno dice quanto erano estreme le condizioni.
jerque26. 10. 2025 22:58:54
Chiederei aiuto, perché il mio portale preferito per l'identificazione delle montagne mi ha deluso stavolta.

Si tratta di cime in KSA, che ho numerato 1 e 2 sulla foto. Fotografato dalla valle Kamniška Bela, lì da qualche parte dove dalla via diretta verso Orglice si stacca il sentiero verso l'ospedale partigiano. Durante la foto pensavo fosse Konj e Rzenik, che dovrebbero dominare sul bordo meridionale della valle, ma non quadra in qualche modo e dovrebbero essere a sinistra del campo visivo. Il portale ha disegnato la panoramica abbastanza correttamente, ma purtroppo non stampa i nomi (il principale "sospetto" li conosce e li scriverebbe se fossero), anche sulle mappe basate su OpenTopoMap proprio lì mancano i nomi. Probabilmente sono da scartare anche Belska kopa e Martinj turn, che dovrebbero essere ancora più a destra e troppo bassi (le cime cercate dovrebbero misurare ca. 1300m). Probabilmente dietro di loro da qualche parte c'è planina Dol.

Link alla panoramica, che dovrebbe funzionare per altri 28 giorni (e ho dovuto metterlo in accorciatore perché altrimenti il forum avrebbe problemi): https://tinyurl.com/4p3444w5

Grazie in anticipo.
jerque13. 10. 2025 11:24:35
Vršič si è aperto, ma fino all'estate in giorni feriali occasionalmente chiusura totale della strada tra Bovec e Predel.

Più su https://n1info.si/novice/slovenija/na-vriscu-spremenjen-prometni-rezim-voznike-pozivajo-k-strpnosti/ dove ci sono anche più dettagli sul regime futuro su Vršič.
jerque20. 09. 2025 11:45:39
Oggi cambia il regime di traffico per i visitatori giornalieri della Logarska dolina, più qui: https://n1info.si/novice/slovenija/slovenski-turisticni-biser-od-danes-z-novim-prometnim-rezimom-za-dnevne-obiskovalce/
jerque10. 09. 2025 15:18:56
jerque5. 09. 2025 18:17:20
A causa della riparazione del cavo la cabinovia non funzionerà per diverse settimane, pare fino a fine novembre (fonte: notizie su Planet TV).
https://www.velikaplanina.si/2025/09/05/sporocilo-za-javnostvelika-planina-kot-zgled-odgovornega-ravnanja-obratovanje-naprav-zacasno-zaustavljeno-pohodniki-se-vedno-dobrodosli/
jerque6. 08. 2025 14:27:06
All'autrice della domanda si potrebbe rispondere che ha meno da temere di essere sola su Begunjščica e malghe sotto. velik nasmeh Può evitare Roblek e andare da Preval diretta su Begunjščica, vero poco prima Veliki vrh potrebbe incontrare pecore che per me si spostavano da sole così non foto da vicino.

Probabilmente luglio bagnato pascoli valle recuperati prima, contadini portano bestiame prima, meno esposte tempo, bestie, stress cani... e ultimamente matti con lacrimogeno.
jerque16. 07. 2025 12:20:11
Dopo alcune "missioni di ricognizione" è maturata finalmente la decisione di attaccare Begunjščica. Giro circolare da Ljubelj passando Zelenica, discesa a Preval (o quasi tutti dicono Prevalo) e ritorno via Bornova pot. Per chi non vuole leggere "romanzi", diciamo subito che non si notavano particolarità (sentieri danneggiati ecc.), ma PMSM non è la migliore idea per un'escursione familiare con bambini. Comunque, solo dopo mi sono reso conto di essermi iscritto al "club 2000" cool (senza contare lo sci nelle austriache Ture e giri sull'altopiano boliviano molto più alto).

Circa alle 5:30 del mattino il parcheggio gratuito proprio prima del tunnel di Ljubelj era vuoto, ma durante il cambio due auto in più sono arrivate. Al ritorno ca. 7 ore dopo era pieno. Al parcheggio a ghiaia a pagamento anche al ritorno solo pochi veicoli, notato che alcuni escursionisti parcheggiano subito dietro Kompas Shop, ma non ho controllato privacy o pagamento.

Tra koča Vrtača e Dom na Zelenici facile deviare su sentierini che finiscono di colpo in ghiaia o sul Šentanski plaz. Ho mancato un cartello, o hanno distratto troppo i camosci (primi visti fuori zoo) che saltavano elegantemente sulla morena osservando i bipedi "intrusi".

Dal Dom na Zelenici (senza rendermi conto di quanto fosse già vicina la cima in linea d'aria velik nasmeh) gli altri "Ljubeljani" presero altre vie e ebbi tutto il cammino fino a Veliki vrh per me. In parte fortuna, difficile immaginare incontro con qualcuno in senso opposto. Qui ho iniziato ad apprezzare davvero scarpe buone con suola Vibram. Ma questa parete nord di Begunjščica dev'essere proprio una "buca remota". Né GPS né rete slovena A1 (a differenza austriaca; se chiamare 112 per caso, probabilmente Austriaci che poco aiuterebbero?). Ma almeno i panorami divini, prima appare la appuntita Vrtača, poi Stol, da molti punti anche verso Lago di Bled. Qualche pascolo ben visibile da "prospettiva aerea" sul fondo valle tra Begunjščica e Vrtača, da dove si sentivano campanelle delle mucche, probabilmente Smokuška planina? L'unica cosa è che nonostante salita iniziale dopo Dom na Zelenici (attenzione, qui rocce asciugano più lentamente dopo pioggia!) i picchi di Begunjščica non vogliono "scendere", attraversando il largo Smokuški plaz si perde pure quota. Dopo prima "zajla" su tratto molto ripido. Attenzione, non fissata in molti punti, più come corda lenta. Seconda "zajla" subito prima raccordo sentiero da Roblek, ma PMSM del tutto inutile, meglio altrove sul sentiero appena percorso.

Il sentiero successivo primi metri pure bello e facile, panorami non mancano, specie verso Dobrča, Begunje e Bled, talvolta oltre cresta verso Stol e Vrtača. Ma presto più brutto, segnato da paletti di legno ma passo cauto necessario. Parecchie volte sembra quasi in cima, ma solo "falso cocuzzolo" (uno potrebbe essere Srednji vrh), sentiero lo evita e dietro più alto. Beh, dopo alcuni "falsi speranze" finalmente Veliki vrh marcato bene. Curioso, nonostante arrivo "tardo" (ca. 9 mattina), per un bel po' nessuna anima viva, salvo pecore al pascolo vicino. Con binocolo scandagliato Stol vicino, tra cime più frequentate, se qualcuno in campo visivo l'avrei visto. Entro mezz'ora all'improvviso escursionisti da ovest (Roblek).

Oltre altre cime dalla cima e dopo a est gruppo di "piramidi" verso NE attirato attenzione, ricorda Tre Cime, uno motivi più fotografati Dolomiti. Mi chiedo se hanno nome, probabilmente ancora sotto Begunjščica?

Come detto, vicino Veliki vrh pecore al pascolo senza sorveglianza né recinti. Chi va lì con quadrupede compagno prepararsi, niente "stalla". Ora guardando indietro foto recenti parete sud da Dobrča vicina o Šentanski vrh, non capisco come le abbiano portate su. In realtà mi hanno fregato alla fine. Fino all'ultimo non sapevo se scendere a Preval via sentiero più diretto o via Roblek poi sentiero difficile. Sembrava pecore di Preval, doveva esserci sentiero non troppo duro verso valle (pecore non sembrano saltellanti come camosci), più traffico da ovest già bello, scelto prima opzione.

Prima parte sentiero (Kalvarija?) bello e pittoresco, lungo cresta su alcuni cocuzzoli (su uno targa memoria pilota alianti Primož Kampič), mappe segnano solo quote non nomi. Ma bello finisce presto, lì sotto Begunjska Vrtača parte tratto molto fastidioso su pendio ripidissimo, prima rocce, al limitare bosco radici e fango. Soprattutto si trascina. Curioso, buona parte escursionisti incontrati salutavano in inglese, poi riconosciuti da abbigliamento. Scarpe forse ok, altrimenti vesti "cittadine" o per passeggio Bled. Hmmm, non dico per colline Bohinj, Kranjska Gora, Vršič, Soča..., ma perché proprio Begunjščica così attraente turisti? Più sentiero non solo brutto ma visto meno "instagrammabile" e gran parte senza vista, santo graal turistico Lago Bled visibile simile da colline più facili Begunje o Dobrča.

Già ultima parte sentiero sentiti visitatori capanna Preval evidentemente trafficata, Bornova pot verso Ljubelj dopo tutto patito balsamo vero. Parte iniziale ancora traffico, turisti leggero prevalenza, da diramazione inizio stretto per fortuna più nessun traffico opposto.
jerque3. 07. 2025 16:41:29
Relazione dall'escursione di ieri a Dobrča via sentiero "Po robu" da Brezije presso Tržič (sulla strada verso Begunje).

Durante le ondate di caldo è un'opzione abbastanza adatta, perché la maggior parte del percorso è nel bosco e non c'è pericolo reale che ci "cuocia" o "bruci". D'altra parte è per lo più piuttosto ripido, ma ancora senza elementi difficili. Per chi bada alle statistiche, il dislivello tra partenza e cima Dobrča manca solo un po' del "migliaio" di metri, ma questo deficit al "limite magico" si può recuperare velocemente.

Un'opzione di parcheggio è presso la chiesa di sv. Neža (che sembra più recente) un po' oltre l'osteria (che probabilmente attira soprattutto i "Dobrčani"), ancora meglio continuare (dalla direzione Tržič) pochi metri in più, al primo bivio girare a destra e in su, subito dopo la prima curva a destra e i cartelli montani c'è spazio lungo la strada. Soprattutto per i giorni caldi, utile consiglio parcheggiare subito all'inizio a destra, che è in ombra gran parte del giorno. Sia all'arrivo presto al mattino (ora legale estiva) che alla partenza c'erano ancora ca. 5-6 veicoli (al ritorno completamente diverso dall'arrivo), tranne il mio tutte targhe locali e sembra che sapessero bene della ombra, perché ci siamo ammucchiati proprio lì. Più interessante, che in tutta l'escursione ho incontrato solo pochi escursionisti, pensavo fosse una destinazione popolare.

La parte iniziale del sentiero "Po robu" (rob è forse un nome proprio da maiuscola?) è di gran lunga la "peggiore" con rocce, radici ecc. e più fastidiosa, specie in discesa. Forse qualche turista è davvero arrivato a Triglav con ciabatte, ma qui non andrebbe lontano. Questa parte fastidiosa arriva a un vasca di cemento, dove è segnato uno svio al "punto panoramico". Solo pochi minuti di cammino, lì c'è una panchina che dai versi sembra dedicata da Janez a Sonja, se proprietari e ambientalisti permettessero di abbattere qualche albero, potrebbe togliere anche le virgolette.

Da lì il sentiero è molto più bello, ma sono riuscito a sbagliare, per fortuna ho notato in tempo che le marcature sono sparite di colpo, che fino ad allora erano quasi su ogni albero. A dir la verità, lo svio sul sentiero battuto a sinistra della strada forestale è marcato, ma la marca è coperta da arbusti e se non stai attento... Forse i segnavia dovrebbero accordarsi col proprietario di un albero ben visibile qualche metro prima. E così arriviamo al decollo per parapendisti, dove c'è anche una panchina dedicata all'attore Polde Bibič (Bibič aveva davvero legami con questo?). Come si addice a un decollo, c'è una radura (un prato ripido) con viste. Un villaggio più grande con chiesa proprio sotto di noi sono probabilmente Leše. Le Brezije di partenza non si vedono, ma sono sicuro di aver visto le più note Brezje pellegrine a destra del viadotto Peračica. Con binocolo si distingue anche Jamnik (proprio lì Dobrča mi è entrata nel "radar") dall'altra parte della conca Lj.. Da lì il sentiero è di nuovo un po' meno bello (ma rispetto alla prima parte ancora "poesia"), di nuovo su radici, ufficialmente zigzagga sul pendio ripido, ma sembra che queste serpentine siano largamente tagliate. Qui da qualche parte attraversiamo per la prima volta il tronco. Che significa che da un capo possiamo spostare la parte superiore (e rimetterla dopo il passaggio), la parte inferiore (da un tronco penso alto ca. mezzo metro) va scavalcata. Poi raggiungiamo la strada forestale e contemporaneamente uno snodo di vari sentieri. Anche qui si apre una vista ampia, dove identifico le torri a Tržič (o Bistrica), Šmarjetna gora e Sv. Jošt presso Kranj e persino Šmarna gora.

Una delle direzioni marcate porta alla Koča na Dobrči, che è probabilmente sinonimo di Dobrča, ma stavolta vado diretto alla cima. Inizialmente il sentiero passava a sinistra di una baita, che al proprietario non piaceva, l'ha circondata con una recinzione lignea fresca e ha fatto lobby al PD responsabile per deviare il sentiero a destra e abbastanza lontano. Comunque, prima raggiungiamo una cima probabilmente senza nome circondata da alberi, da lì scendiamo a un nuovo snodo dove si unisce il sentiero dalla baita, poi ascesa moderata alla cima stessa di Dobrča. Su questa parte vale la pena stare attenti, perché da certi punti si vede bene verso la valle di Podljubelj (o come si chiama) da una parte e i Julijci con Triglav in testa e lago di Bled ai "piedi" dall'altra.

La cima ufficiale di Dobrča delude, specialmente perché l'aggiunta inglese "peak" sull'ultimo cartello ha alzato le aspettative. La cima è circondata da alberi e quindi senza vista. La scatola per il libro di vetta era vuota, hanno fissato bene il timbro sulla roccia, chi ci tiene a timbrare analogamente porti un tampone d'inchiostro.

Per la vista bisogna proseguire un po' oltre allo Šentanski vrh (anche lì scatola vuota completa e non ho notato timbro), dove ci porta un sentiero non marcato da capre, che prima scende un po' e subito sale dolcemente, ma dalla "battuta" non mostra segni di grande passaggio. La vista vale sicuramente il breve prolungamento. Oltre ai menzionati, Begunjščica si mostra in tutta la sua grandezza e stimola piani per ulteriori conquiste velik nasmeh. A sinistra penso si veda Stol (o forse Vrtača?).

Da Šentanski vrh non si va oltre, quindi ritorno a Dobrča, dallo snodo stavolta discesa verso la baita, fino a cui va attraversato di nuovo il tronco, poi segue per me una pianura idilliaca Podgorska planina (se ho letto bene l'insegna su una casa). Che mostra di essere ancora viva. Animali non visibili, ma si sentivano campanelli di mucche da qualche parte. E breve salita alla baita, dove mi aspettavo più movimento che solo due persone a un tavolo, ma probabilmente perché in valle era appena l'ora della colazione.

Il sentiero di ritorno attraversa di nuovo Podgorska planina un po' più lontano dalle case. Chi non interessa la baita qui potrebbe tagliare; se sui binari trattoristici, probabilmente nessuno si arrabbierebbe per ignorare i numerosi avvisi di attenersi ai sentieri marcati e non "inventarne" di nuovi. Non so se nonostante tutto mi sono "perso" involuntariamente, perché sul sentiero ben battuto, anche di nuovo sul tronco, non ricordo nessuna marca fino allo snodo noto, dove decidere se ripassare dal decollo o su altre pianine (Bistriška). Poiché non mi va camminare su strade apparentemente allungate, scelgo la prima opzione sullo stesso sentiero. Curioso, per un bel po' non incontro quasi nessuno, solo sull'ultima parte fastidiosa ne incontro tre.

Forse questo, senza contare osservazioni e foto più lunghe ai punti panoramici, per il sentiero diretto da Brezije alla cima Dobrča ho impiegato ca. 2h o mezz'ora meno del tempo ufficiale all'inizio, a meno che non abbiano contato il "dirotto" via baita.
         
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