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Jôf di Montasio

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panda25. 08. 2011 15:22:33
robter: per scherzo o non per scherzo cosa scrivere, questa è ora la domanda o affermazione. Comunque è lo stesso, uno non può mentire a se stesso. Io per esempio non raccolgo timbri, faccio però sempre parecchie foto da gite in montagna e così le azioni sono documentate. È piacevole guardare le foto di nuovo dopo un po'......LP nasmeh
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mukica25. 08. 2011 15:48:46
Non meno interessante da vedere è il quaderno con i timbri... Se c'è pure una fotina accanto, tanto meglio. Mi pare strano che i timbri spariscano dalle cime che li avevano... Cosa fanno le persone con loro, non capiscozmeden
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VanSims25. 08. 2011 15:57:53
Sicuramente fiorisce il negozio di timbri: lo strappa dalla cima e vende a 10 EUR timbri di Montaz o di qualche altra cima. mežikanje
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robter25. 08. 2011 17:44:10
Panda, su questo sono d'accordo con te, ma è vero anche come dice mukica. Raccoglio timbri da SPP, il resto per piacere nel diario alpinistico.
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bdolmovi25. 08. 2011 17:50:19
Secondo me lo attira il metallo nobile perché non arrugginisce e i segnavia hanno nuovo lavoro, si è stancato però non è così leggero anche se l'ha portato solo giù in valle.
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UROS125. 08. 2011 22:38:41
Nella baita Brazza sicuramente non c'è. Al ritorno speravo l'avessero almeno in rifugio come in Austria. Alla visita del rifugio sorpresa spiacevole, nemmeno lì timbro.

Davvero incredibile montagna così bella e visitata, mondo animale così bello ma timbro da nessuna parte e se ladri l'hanno preso davvero potrebbero metterne uno nuovo in rifugio.

Bello in vecchiaia guardare il libro pieno di timbri quante volte su certa montagna con chi in quali circostanze....
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nata2428. 08. 2011 20:03:16
Oggi con Matjaž siamo andati in auto al prato Pecol dove solo 5 gradi. Grazie a Dio almeno oggi nessun vento. Prima per la scala Pipan su Montaž poi Vrh Brda, discesa all'ingresso della ferrata Leva e su Špik Hude Police. Proseguito sul sentiero, saltato su qualche Špik (non so esattamente quale) e finito su Špik nad Planjo, discesa al prato Krni dol e passeggiata tornati a Pecol. Tempo ottimo, solo nebbia qua e là. Su Montaž e ŠHP quasi solo sloveni, altrove pochi incontrati.
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alesh7417. 09. 2011 18:14:40
Oggi con collega da malga Pecol.....salita scala Pipan, discesa canale Findenegg....un po' diverso dall'usuale....velik nasmeh
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mukica17. 09. 2011 20:58:26
Belle foto e super gita....ComplimentinasmehÈ il canale Findenegg fastidioso per la discesa...
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alesh7418. 09. 2011 12:16:08
mucika..molto fastidiosovelik nasmeh, devi essere un po' più attento, altrimenti va....mežikanje
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gorenjka118. 09. 2011 14:51:50
L'altro ieri su Montaž da Pecol, via ferrata Leva, discesa sul canale Findenegg.. concordo, canale per discesa abbastanza fastidioso; molta frana, pietre cadenti.. necessaria grande prudenza; su va più facile comunque mežikanje
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zmaJ20. 09. 2011 15:20:28
Noi il 17.9. su Montasio, su Amalia su, poi giù scala Pipan, poi sbagliamo e scendiamo anche Leva, così era piuttosto lunga, ma niente di speciale.
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skalaš7016. 11. 2011 20:36:16
Mi interessa le condizioni attuali dalla malga Pecol al Montasio. Grazie in anticipo per la risposta, e vi auguro un passo sicuro in montagna.
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IgorZlodej16. 11. 2011 20:39:46
Accesso a Nevejo solo via Kluz e valle Reklanica, poiché la strada al lago Rabeljsko è chiusa. Altrimenti, la parte sommitale è innevata.
Frana rocciosa sopra il lago1
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skalaš7016. 11. 2011 23:06:14
Grazie per le info Igor.nasmeh
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IgorZlodej10. 12. 2011 17:03:50
La strada Nevee-Pecol era secca e sgombra, parcheggi vuoti. Le montagne sopra Pecol erano nella nebbia, ma non mi ha disturbato affatto, le montagne vanno conosciute in ogni tempo. Né un soffio di vento, l'altopiano riposava completamente calmo e sereno sotto una delle più belle montagne delle Giulie Occidentali. Cammino sull'erba secca, attraverso vaste praterie dell'alto altopiano. Solo molto in alto inizia la neve. Sulla traccia ci sono vecchie impronte nella neve. Qualcuno è passato qui qualche giorno fa, quindi non sono del tutto solo. La cima Strmali si avvicina, lo spessore della neve aumenta, anche se meno di 15 cm, più mi avvicino alla parete sud più nebbia. Ma la nebbia non è affatto male, a volte ci si può appoggiare, a volte giustificarsi. Proprio prima della parte rocciosa mi metto i ramponi e preparo il resto dell'attrezzatura. Guanti di lana bollita sono la legge in tali condizioni, tutto il resto è inutile. Guardo su nel canalone a sinistra del sentiero, ma non mi tenta, non abbastanza innevato. Quindi vado sul sentiero, seguendo le tracce dei predecessori. Neve ghiacciata, ghiaccio sulle rocce, neve bianca e nebbia bianca. Le vecchie tracce finiscono di colpo, quindi avanti "a vista". Seguo il sentiero senza problemi, anche se non si vede davvero, qua e là un punto rosso conferma che sono sulla via giusta. Sotto la Pipanova lojtra tutte le protezioni sono ghiacciate, rocce gelate, niente mi tenta a scrollarle, l'appiglio sarebbe scarso comunque. Il vento si rafforza e diventa fastidioso, soffia da SO. Mi dico che non finirò sotto la "lojtra" e vado a destra. Trovato presto il proseguimento sul sentiero per Brda, anche se il sentiero non si vede. Bisogna stare attenti, la neve non dà sostegno. Alla Forca Verde, mi infilo sul lato nord al riparo. Decido di terminare l'ascesa. "Non è necessario raggiungere sempre una cima, bisogna accontentarsi di quanto raggiunto": disse il vecchio Kugy. Il tè dal thermos è ancora caldo e fa piacere in questo freddo invernale. Poi ritorno, piano, con cautela. Sotto dove avevo messo i ramponi prima, ora li tolgo e scendo sul "melošče" o nevai, va bene. Arrivato al terreno asciutto mi fermo, poso i guanti sulla roccia e mi siedo. Sto seduto così un bel po'. Da dietro nubi scure che interrompono Kanin, spunta il sole qua e là. Piacevole, come lo sguardo sulle vaste praterie di Pecol. Scendo diretto sull'erba, così morbido da calpestare, per quanto ancora.
la prendo direttamente attraverso i prati1
tra l'erba secca si trova ancora qualche fiore tardivo2
vista sulla valle di Reklanica3
dall'altro lato della valle provano con neve artificiale4
Nel canalone a sinistra c'è ancora troppo poca neve5
Froca Verde è artificialmente bianca6
Il proseguimento non mi attira7
Sotto il lojtro ci ero già stato prima di andare alla škrbina8
È seguito un cauto discesa, poiché la neve non forniva il necessario appoggio9
Già vicino all'incrocio per il sentiero A. E. Leva10
Di nebbia ce n'era da esportare11
Forcella Vrh Strmali12
Ed eccomi fuori dalla nebbia13
Di nuovo sull'erba14
c'era ancora un po' di sole15
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snork10. 12. 2011 21:47:45
bella gitavelik nasmeh
ma peccato per il tempo
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JusAvgustin12. 12. 2011 15:37:41
"non è arte raggiungere la cima a ogni costo, testa attraverso il muro... arte è sapere quando tornare indietro" peccato per il tempo, altrimenti nemmeno a "noi" è stato favorevole, anche se alle 7 di mattina sembrava diverso... se solo avesse nevicatomrk pogled
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garmont12. 12. 2011 18:59:45
Ben detto, Juš!
Saluti
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IgorZlodej16. 01. 2012 18:26:27
È risaputo che in inverno fa freddo, ma che per una certa ascesa serva il freddo probabilmente non è del tutto vero. A Neveja faceva freddo al mattino, ma non esageratamente sui -15. La strada per Pecol era qua e là un po' ghiacciata, ma nessun problema. A Pecol tutto era già al sole e la bellezza brillava. La traccia dura non mi è piaciuta troppo, quindi sono andato un po' per i fatti miei, ma siccome tutto era scivoloso, le pelli e la tecnica corretta mi hanno permesso una bella risalita. Se fossi andato solo a sciare in freeride, Pecol in queste condizioni sicuramente non l'avrei scelto. Quando mi guardo intorno vedo due persone lassù in alto, presto inciampo in uno zaino e racchette da neve doppie, sotto l'ingresso nella parete, anche uno zaino più piccolo, corde, chiodi da ghiaccio, piccozze. Quei due si sono attrezzati, penso, quando decido di nascondere gli sci sotto la roccia vicina e mi attrezzo anch'io. La prima canalino l'hanno salito bene, condizioni ideali noto. Proseguo sulle tracce dei predecessori e guarda si sono sbagliati, le tracce sono andate dritte su da qualche parte, io vado nel quadro del sentiero estivo a destra. Condizioni eccellenti, neve dura, secca, senza vento, sole. Quando arrivo sotto la "Pipanova lojtra" cerco quei due, ma non li vedo, quando arrivo più in alto, vedo l'ultimo che è salito attraverso il pre-passo. Dalla sicura tolgo la piccozza e la metto nello zaino, e mi assicuro alla catena e arrampico su verso la "lojtra". Poco neve, un po' di ghiaccio e molta roccia nuda, sulla lojtra mi va benissimo. Sono presto su, dove uno di loro assicura l'altro che è dietro sulla corda sul lato Zajzer. Scambiamo qualche parola e proseguo. Tutto intatto, un pochino mi preoccupa la cresta, anche se la conosco alla perfezione, ma più in condizioni asciutte. So che almeno in tre punti bisogna andare sul lato nord Zajzer, e le cornici potrebbero essere pericolose. Neve sul lato sud per lo più dura, sulla cresta e lato nord farinosa, ma fondo duro. Mi va bene, la cima è sempre più vicina, gli italiani sono ancora lontani dietro di me. Arrivo alla croce, e ancora qualche passo avanti. Panorama fino in fondo, quindi perfetto. Buona sensazione. Torno giù, dal SW tira un po', trovo riparo al sole, bevo, in giro normalmente non mangio mai, stavolta un pezzetto di cioccolato. Poi arrivano in cima gli italiani, ci congratuliamo, Andrea e Riccardo, triestini, anche speleologi, conoscono tutti i buchi sul Kanin. Parliamo un po', guardiamo intorno un po', vedo che non conoscono molte montagne, specialmente quelle vicine in Carnia, ma conoscono Mangart, Jalovec, Krn, Triglav...La valle è ancora lontana. Inizio la discesa per primo, loro dietro, anche in discesa si assicurano con la corda, ci va bene. Sotto la lojtra si fermano, io proseguo. Presto sono giù agli sci. Anche se il sole ha brillato tutto il giorno, la neve non si è ammorbidita nemmeno di un mm. Ma non mi importa, scio giù, facendo lunghi traversi. La neve non cede nemmeno una volta, sto attento alle pietre. Mi tengo in alto, così arrivo bene al rifugio Brazza. Mi siedo un po', guardo su verso la cima, all'altro lato in ombra del Kanin, giù verso la pianura friulana. Niente, bisogna proseguire, il sole cala dietro Žrd, scendo la strada come un'ascia impazzita, a Neveja di nuovo freddo, ma non troppo.
tra gli abeti si nasconde1
è già più vicino2
la grapa è innevata, neve eccellente per la salita3
verso lojtri, destra preduh4
l'uh è lungo e nudo come in piena estate5
ma l'estate è finita, Andrea assicura il secondo6
vedo già la vetta, ma davanti a me c'è ancora l'intero greben7
I triestini sono dietro di me, panorami indescrivibili8
che decorazione in montagna9
scorcio con il Krn sullo sfondo10
intatto, i cristalli scintillano al sole11
che bella giornata12
Riccardo assicura il fotografo sulla corda13
Visoke Ture, l'intera catena come sul palmo e altro ancora14
discesa15
verso Lojtra16
Niente scivolava :-))17
Già sotto i cespugli18
Ancora un bel tratto fino agli sci, ho fatto attenzione a non rompere il bastone, per gli altri due non so19
Bella vista su Montáž da Brazze20
Il sole si congeda dietro Žrdjo21
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