| VanSims22. 07. 2013 22:14:46 |
Sabato parcheggio poco sotto la terza serpentina della strada per Vršič e mi dirigo verso Krnica e poi Špik. Il sentiero dopo breve passeggiata nel bosco attraversa prima Suha Pišnica e poi parecchie volte. Dopo l'ultimo tale attraversamento il sentiero è evidentemente eroso da slavina, bisogna tirarsi un po' sulla roccia ma niente di grave. Da qui alla baita deve essere la parte più fastidiosa in discesa su questo sentiero che ricordo per prossima volta se mai andrò di nuovo su Špik, perché via Kačji graben non ci torno più. Il sentiero poi raggiunge il ghiaione che attraversa e ricomincia a salire. Da qui forse il sentiero è un po' monotono, cammini e sali aspettando quando arriverai ai camini superiori, cioè parte più interessante anche più vicina al cima. Fino al punto dove il sentiero svolta verso Lipnica ero solo, poi improvvisamente inizia il traffico: tre austriaci mi superano, e incontravo già gente in discesa. Durò circa mezza ora, poi mi siedo un po' e spilucco quello che mi dà forza per continuare. E dopo altra mezza ora sono ai camini. Essendo solo di nuovo potevo arrampicare tranquillamente, senza sguardi curiosi e chissà quali pensieri, liberamente con autosicura. L'inizio è piuttosto insidioso (già una II UIAA?), poi dopo che il camino gira è più facile. Sulla cima di Lipnica mi porta fuori sentiero segnato e non trovando segnalazioni avanti ritorno. Poi quel traverso un po' fastidioso e presto al cartello per discesa via Kačji graben. Da lì ancora poco arrampicata facile verso vetta. In vetta solo. Mentre spilucco, lancio pezzetti di panino anche alle gracchie che quasi litigano per quelli. Una gracchia manca sempre, anche se lancio apposta verso di lei. In natura nessuna solidarietà, animali egoisti, montanaro generoso rarità ovvia, lotta per sopravvivenza dura. Poi arriva coppia su, il cui maschio confonde Prisank per Triglav così spiego che rinunceranno vista su di esso perché dietro Škrlatica. Beh, conoscono città parte visibile a nord, Villach, e ricordo subito come qualcuno su Mangart l'ha chiamata Kranj. Visibilità non lontanissima, ma tutti i nostri Giuliani visibili visti, italiani dietro Mangart, Montaž oltre confine austriaco Dobrač inconfondibile costante in viste lontane da lì, cresta Karavanke da Kepa a Stol visibile, quest'ultimo già nebbioso. Persino Karnici fino Mokre, che riconosco per quel 'ferro da stiro' di Trogkofl.  Poi discesa verso Kačji graben. Nevaio lì ancora buono per 'sciare' con scarponi e bastoni probabilmente non a lungo (domanda se mattinata ancora ghiacciato). Quando divertimento finisce, ghiaione che purtroppo non bello come da Coglians per continuare fluido 'sciare'. Là intorno ultimo nevaio sul sentiero arrivano pecore su. Davvero salite alto, benché erba praticamente finita. Fine ghiaione inizia via faticosa giù canalone praticamente fino fondo. Davvero come detto da qualcuno prima, non sai se arrampicare o bastoni, li monti smonti continuamente per non ostacolare sezioni arrampicata. Bah, fastidioso... Come detto prossima via Lipnica giù. Allunione sentiero lungo Pišnica ancora 15 min a biforcazione Krnica al monumento, da lì uguale all'auto. In KG birra tradizionale e gelato e casa. Prossimo weekend il vicino! 
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